Terremoto nel governo Meloni: Giuli silura uomini vicini a Fazzolari e apre uno scontro interno in Fratelli d’Italia

Dietro i licenziamenti emergono tensioni politiche sempre più evidenti dentro l’area meloniana e nei rapporti tra il ministro Giuli e alcuni settori del partito.

Terremoto nel governo Meloni: Giuli silura uomini vicini a Fazzolari e apre uno scontro interno in Fratelli d’Italia
Sangiuliano e Giuli
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10 Maggio 2026 - 20.12


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Scontro sempre più duro nella destra e dentro Fratelli d’Italia attorno al ministero della Cultura guidato da Alessandro Giuli. Il ministro ha azzerato il proprio staff con due revoche pesantissime che colpiscono figure considerate vicine ai vertici del partito di Giorgia Meloni e a Palazzo Chigi.

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A essere rimossi sono stati Emanuele Merlino, responsabile della segreteria tecnica del Mic e uomo ritenuto molto vicino al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari, ed Elena Proietti, capo della segreteria personale del ministro e figura di rilievo di Fratelli d’Italia in Umbria.

Dietro i licenziamenti emergono tensioni politiche sempre più evidenti dentro l’area meloniana e nei rapporti tra il ministro Giuli e alcuni settori del partito.

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Merlino avrebbe pagato il caso del documentario dedicato a Giulio Regeni, “Giulio Regeni – Tutto il male del mondo”, diretto da Simone Manetti, escluso dai finanziamenti pubblici del ministero nonostante le richieste avanzate dal produttore. Una vicenda che aveva provocato forti polemiche politiche e critiche dell’opposizione contro il Mic.

Lo stesso Giuli aveva preso pubblicamente le distanze dalla gestione del caso durante la cerimonia dei David di Donatello al Quirinale, usando parole molto dure: “Alcuni film hanno ottenuto finanziamenti pubblici immeritati sia su base automatica sia su base selettiva. Altri, pur meritandoli, non li hanno avuti. Valga su tutti l’inaccettabile caduta sul docufilm Tutto il male del mondo dedicato a Giulio Regeni, alla cui memoria vanno il mio pensiero accorato e la promessa, in parte già mantenuta, di mettere ordine e un sovrappiù di coscienza morale laddove hanno prevalso invece l’opacità o l’imperizia. Mai più!”.

Il giorno successivo il ministro aveva anche garantito che il documentario avrebbe usufruito “di un altro canale di sostegno, perché è un caso unico”.

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Secondo le indiscrezioni, Elena Proietti sarebbe invece finita al centro delle contestazioni dopo non essersi presentata all’aeroporto per partecipare alla missione del ministro a New York il mese scorso.

Il nuovo terremoto al Collegio Romano arriva in una fase di crescente conflittualità interna alla destra culturale e a Fratelli d’Italia. Negli ultimi mesi si sono moltiplicate le polemiche tra esponenti governativi vicini a FdI e il presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco sulla presenza della Russia alla manifestazione veneziana, così come il clamore suscitato dal licenziamento di Beatrice Venezi dalla direzione della Fenice.

Anche in questo caso, però, i nomi coinvolti appartengono tutti all’area della destra meloniana. Merlino era considerato talmente vicino a Palazzo Chigi da essere indicato tra i possibili candidati al ruolo di sottosegretario alla Cultura dopo il trasferimento di Gianmarco Mazzi al Turismo, incarico poi assegnato a Giampiero Cannella.

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Le revoche decise da Giuli vengono quindi lette da diversi osservatori anche come il segnale di uno scontro di potere interno a Fratelli d’Italia sul controllo delle nomine, della gestione culturale e degli equilibri attorno al Mic.

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