Le ultime elezioni comunali sembrano aver prodotto un effetto politico favorevole al centrodestra e, al contrario, un rallentamento per il centrosinistra rispetto alla dinamica di crescita registrata in diversi sondaggi nei mesi precedenti. È questo il quadro che emerge dall’ultima rilevazione elaborata da Nando Pagnoncelli (Ipsos Doxa) per il Corriere della Sera, che restituisce l’immagine di una maggioranza rafforzata dal voto amministrativo e di un Partito Democratico in flessione.
Fratelli d’Italia registra un incremento dell’1,4% rispetto alla precedente rilevazione e raggiunge il 27,6%, consolidando la leadership di Giorgia Meloni all’interno del panorama politico nazionale. Questo risultato consente al partito di governo di compensare il calo delle altre forze della coalizione. Forza Italia arretra infatti all’8,2%, perdendo quasi un punto percentuale, mentre la Lega si attesta al 5,7%, confermando il livello più basso registrato rispetto alle ultime elezioni politiche.
Il sondaggio si colloca in un contesto internazionale e interno particolarmente complesso. Sul piano geopolitico, le tensioni legate alla guerra in Ucraina, ai rapporti con l’Iran, alle crisi in Medio Oriente e alla situazione umanitaria a Gaza continuano a incidere sul clima politico generale. Sul versante economico, il governo si confronta con una fase segnata da difficoltà energetiche, crescita rallentata, aumento del debito pubblico e dati demografici ed economici che delineano un Paese in condizioni di fragilità strutturale.
Nonostante questo scenario, il centrodestra avrebbe beneficiato dell’esito delle elezioni amministrative, in particolare delle affermazioni registrate in città come Venezia e Reggio Calabria. L’esecutivo mantiene inoltre un indice di gradimento attorno al 40%, mentre la presidente del Consiglio Giorgia Meloni registra un livello di approvazione pari al 42%.
Sul versante dell’opposizione, il dato più rilevante riguarda il Partito Democratico guidato da Elly Schlein, che perde il 2,2% e scende al 20,1%, raggiungendo uno dei livelli più bassi degli ultimi anni. Secondo l’analisi allegata al sondaggio, avrebbe inciso in modo significativo la mancata affermazione alle elezioni comunali e, in particolare, l’esito di Venezia, considerata una città politicamente strategica per il centrosinistra.
Le altre forze di opposizione risultano invece complessivamente stabili. Il Movimento 5 Stelle si colloca al 14,5%, Alleanza Verdi-Sinistra al 6,8%, Azione al 3,1%, mentre Italia Viva si attesta al 2% e +Europa all’1,5%.
All’interno del quadro politico si registra anche la crescita di Futuro Nazionale, il movimento guidato da Roberto Vannacci, che raggiunge il 4,8%. Questa percentuale viene indicata come potenzialmente determinante in vista di una possibile riforma della legge elettorale.
Secondo la simulazione elaborata sulla base dell’ipotesi di una nuova legge elettorale denominata “Stabilicum”, la presenza o l’assenza di Futuro Nazionale all’interno della coalizione di centrodestra produrrebbe effetti rilevanti sulla distribuzione dei seggi alla Camera. Nello scenario in cui il movimento di Vannacci corresse separatamente dalla coalizione di governo, il centrosinistra arriverebbe al 44,9% contro il 42,3% del centrodestra, ottenendo il premio di maggioranza e 220 deputati. In questo caso il centrodestra si fermerebbe a 148 seggi, mentre Futuro Nazionale ne otterrebbe 17.
Nel caso opposto, con Futuro Nazionale inserito stabilmente nella coalizione guidata da Giorgia Meloni, il centrodestra raggiungerebbe il premio di maggioranza con 220 seggi, lasciando al centrosinistra 165 seggi. Le simulazioni si basano su ipotesi teoriche che prevedono il trasferimento automatico dei voti dalle singole liste alle coalizioni.
Sul piano politico, Forza Italia continua a escludere ogni ipotesi di intesa con il movimento di Vannacci. Per quanto riguarda il gradimento dei leader, Giuseppe Conte risulta ancora il politico più apprezzato per il terzo mese consecutivo, seguito da Antonio Tajani, mentre Elly Schlein registra un calo di tre punti in linea con la flessione del Partito Democratico.
La rilevazione segnala inoltre un lieve arretramento dell’astensionismo. La quota di indecisi e di chi dichiara di non voler votare scende al 39,8%, con una riduzione di circa due punti rispetto al mese precedente.
Nel complesso, il sondaggio restituisce un quadro politico sostanzialmente stabile. Il referendum non produce effetti significativi a favore del centrosinistra, mentre il centrodestra mantiene una posizione competitiva nonostante il contesto economico e le tensioni internazionali.