Pina Picierno lascia il Pd: pronta ad aderire al gruppo Renew Europe

Picierno ha deciso di lasciare il Pd. L'uscita dalla delegazione europea guidata da Nicola Zingaretti appare ormai imminente e il suo approdo potrebbe essere nel gruppo Renew Europe.

Pina Picierno lascia il Pd: pronta ad aderire al gruppo Renew Europe
Pina Picierno
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4 Giugno 2026 - 13.13


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Per settimane, nei colloqui riservati con colleghi italiani ed europei, Pina Picierno ha ripetuto lo stesso concetto: «Questo non è più il mio partito… non lo riconosco più». Una convinzione maturata lentamente, non senza sofferenza. Prima di arrivare alla decisione definitiva, la vicepresidente del Parlamento europeo ha cercato fino all’ultimo di capire se esistessero ancora le condizioni per restare nel Partito democratico, una formazione alla cui nascita aveva partecipato.

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Alla fine, però, la scelta è arrivata. Picierno ha deciso di lasciare il Pd. L’uscita dalla delegazione europea guidata da Nicola Zingaretti appare ormai imminente e il suo approdo potrebbe essere nel gruppo Renew Europe. Chi le è vicino aveva provato a convincerla a non compiere il passo definitivo, invitandola a rimanere e a continuare la battaglia interna. Lei stessa ha tentato di resistere. Nel frattempo, però, contro le sue posizioni si è sviluppata una crescente offensiva sui social network, alla quale hanno partecipato anche esponenti democratici. Un clima che, alla lunga, è diventato insostenibile.

Tra coloro che nel Pd continuano a stimarla, qualcuno aveva sperato in un intervento di Elly Schlein capace di evitare la rottura. Almeno un riconoscimento politico del ruolo di Picierno come interlocutrice critica. Ma la segretaria ha scelto un’altra strada. A rendere ancora più tesi i rapporti è stata anche la disponibilità accordata a Zingaretti per tentare la corsa alla vicepresidenza del Parlamento europeo, incarico oggi ricoperto proprio da Picierno. Una mossa che difficilmente poteva contribuire a ricucire i rapporti.

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La vicepresidente dell’Eurocamera, forte del rapporto consolidato con Roberta Metsola e di relazioni trasversali costruite negli anni con popolari, socialisti e democratici, punta ora a mantenere il proprio incarico da una diversa collocazione politica, quella di Renew Europe. Una sfida che intende affrontare senza arretrare. Per il Pd la sua uscita potrebbe avere conseguenze rilevanti anche sul piano degli equilibri europei, con il rischio di perdere una delle posizioni istituzionali più prestigiose nell’Europarlamento. E tutto questo mentre l’Italia rischia già di vedere sfumare la guida della Fao, insidiata dalle manovre del premier spagnolo Pedro Sánchez, interessato a sostituire Maurizio Martina con un candidato di sua fiducia.

Sul futuro, Picierno sembra avere le idee piuttosto chiare. L’addio al Pd non nasce da un impulso improvviso, ma da una riflessione sviluppatasi nel tempo. Il legame politico e personale con Carlo Calenda resta saldo e destinato a rafforzarsi, vista la sintonia su molte questioni. Tuttavia non sarebbe previsto un suo ingresso in Azione. L’ipotesi più concreta riguarda invece la costruzione di una fondazione autonoma, anche se sul tavolo restano diverse possibilità. Quel che è certo è che la vicepresidente del Parlamento europeo non ha alcuna intenzione di lasciare la scena politica e sta lavorando a quella che considera la sua nuova fase.

La determinazione non le è mai mancata. Già alle elezioni europee del 2024 aveva dovuto affrontare una campagna tutt’altro che agevole all’interno del partito. Nonostante ciò riuscì a ottenere 125 mila preferenze, conquistando il seggio a Strasburgo e venendo successivamente riconfermata alla vicepresidenza dell’assemblea europea.

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Durante i mesi più duri dello scontro interno, Picierno aveva continuato a sostenere: «Resterò fino all’ultimo, fino a quando sarà possibile rimanere nel Pd, non mi farò certo cacciare». Una posizione che ha mantenuto a lungo. La svolta è arrivata con il referendum sulla giustizia. L’eurodeputata ha scelto di schierarsi apertamente, annunciando un voto favorevole e netto. La reazione di una parte della base democratica sui social è stata immediata e aggressiva, con campagne e messaggi che chiedevano apertamente: «fuori Picierno dal Pd».

A quel punto la vicepresidente del Parlamento europeo si è rivolta alla segretaria del partito, chiedendo una presa di posizione chiara. Voleva sapere se il Partito democratico continuasse a essere uno spazio politico pluralista, capace di accogliere sensibilità e culture differenti. Da Schlein, però, non è arrivata alcuna risposta. Ed è stato proprio quel silenzio a convincerla che la sua battaglia interna fosse ormai giunta al capolinea. Con amarezza, ma anche con la consapevolezza di aver tentato ogni strada possibile, ha deciso di chiudere definitivamente la sua esperienza nel Pd e di cercare altrove una nuova casa politica.

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