Alemanno e Vannacci: dalla denuncia delle terribili condizioni carcerarie all'abbraccio con chi invoca i lavori forzati
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Alemanno e Vannacci: dalla denuncia delle terribili condizioni carcerarie all'abbraccio con chi invoca i lavori forzati

Vannacci ha più volte sostenuto una concezione puramente punitiva della pena, arrivando a proporre forme di lavoro forzato per i carcerati e mostrando un'idea del carcere lontanissima dai principi costituzionali

Alemanno e Vannacci: dalla denuncia delle terribili condizioni carcerarie all'abbraccio con chi invoca i lavori forzati
Vannacci e Alemanno
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25 Giugno 2026 - 13.34


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Evidentemente il carcere non l’ha cambiato e il richiamo della foresta è tornato a farsi avanti. Da detenuto, Gianni Alemanno denunciava il sovraffollamento, le condizioni degradanti delle carceri e la necessità di rispettare la dignità dei reclusi. Appena tornato libero, però, si è precipitato tra le braccia di Roberto Vannacci, uno che dei diritti dei detenuti non sembra preoccuparsi affatto.

Vannacci ha più volte sostenuto una concezione puramente punitiva della pena, arrivando a proporre forme di lavoro forzato per i carcerati e mostrando un’idea del carcere lontanissima dai principi costituzionali di rieducazione e reinserimento sociale. Fu anche tra coloro che attaccarono Papa Francesco per la sua visita a Rebibbia e per i richiami alla dignità umana dei detenuti.

È una contraddizione politica difficile da ignorare. Se l’esperienza del carcere aveva davvero aperto gli occhi ad Alemanno sulle condizioni disumane delle prigioni italiane, la scelta più naturale sarebbe stata quella di prendere le distanze da chi considera i detenuti soprattutto come persone da punire. Invece ha scelto di allearsi proprio con uno dei simboli di quella cultura repressiva.

Il sospetto è che le denunce pronunciate a Rebibbia valessero soltanto finché riguardavano la propria condizione personale. Perché chi ha conosciuto il carcere sulla propria pelle e poi si schiera con chi predica lavori forzati e disprezzo per i diritti dei detenuti finisce per smentire sé stesso. E rende molto meno credibili le parole che aveva pronunciato dietro le sbarre.

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