Migranti a Ceuta, Meloni e Tajani fanno propaganda anti-Sanchéz: la Spagna convoca l’ambasciatore italiano
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Migranti a Ceuta, Meloni e Tajani fanno propaganda anti-Sanchéz: la Spagna convoca l’ambasciatore italiano

Dopo l’arrivo nell’enclave spagnola di migliaia di migranti provenienti dal Marocco, il governo italiano ha ipotizzato la sospensione dello spazio Schengen con la Spagna.

Migranti a Ceuta, Meloni e Tajani fanno propaganda anti-Sanchéz: la Spagna convoca l’ambasciatore italiano
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30 Luglio 2026 - 23.57


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La crisi migratoria esplosa a Ceuta provoca uno scontro diplomatico tra Italia e Spagna. Dopo l’arrivo nell’enclave spagnola di migliaia di migranti provenienti dal Marocco, il governo italiano ha ipotizzato la sospensione dello spazio Schengen con la Spagna. Una posizione che ha provocato la dura reazione di Madrid, fino alla convocazione dell’ambasciatore italiano da parte del ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares.

La prima presa di posizione è arrivata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. «Stiamo convocando gli organismi preposti, – continua il post della premier Meloni, – e all’esito di queste riunioni siamo pronti a intervenire anche con strumenti straordinari per difendere i confini e la sicurezza dei cittadini, come la sospensione dello spazio Schengen con la Spagna».

Meloni ha poi aggiunto: «Sull’immigrazione clandestina – conclude – non arretreremo di un millimetro: difendere i confini, fermare i trafficanti di esseri umani e garantire rimpatri efficaci continuerà a essere la linea di questo Governo».

La posizione del governo italiano è stata ulteriormente rafforzata dal vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani. «Sono favorevole alla chiusura dello spazio Schengen con la Spagna e ho piena fiducia nell’operato del Ministro Piantedosi. L’immigrazione irregolare e incontrollata rappresenta un pericolo per la sicurezza nazionale», ha scritto su X.

Tajani ha collegato la situazione di Ceuta anche alla politica migratoria del governo spagnolo: «Le immagini che arrivano da Ceuta dimostrano come la scelta del Governo di Madrid di dare la cittadinanza spagnola, quindi europea, a oltre 500mila immigrati irregolari sia profondamente sbagliata e incentivi il traffico di essere umani».

Anche Matteo Salvini è intervenuto chiedendo la sospensione di Schengen. «Doveroso sospendere Schengen per difendere i confini e proteggere gli Italiani», ha scritto su X il vicepremier e leader della Lega, commentando l’arrivo dei migranti a Ceuta.

Salvini ha aggiunto: «Ho affrontato anni di processo, rischiando sei anni di carcere, per aver protetto i confini del mio Paese. Ssnchez no. Sospendere Schengen. Difendere i confini».

Sul profilo della Lega è stato inoltre pubblicato un fotomontaggio con la scritta «Sanchez eletto presidente del Mareocco», accompagnato dal commento: «L’idolo della sinistra Pedro Sánchez ci regala uno sguardo sul futuro che ci aspetta in caso di vittoria della sinistra alle prossime elezioni».

La reazione di Madrid: convocato l’ambasciatore italiano

La risposta spagnola è arrivata direttamente dal ministro degli Esteri José Manuel Albares, che ha convocato l’ambasciatore italiano a Madrid dopo le dichiarazioni di Tajani sulla possibile sospensione dello spazio Schengen con la Spagna.

«Questo messaggio è indegno del ministro degli Esteri di un Paese partner e amico, dal quale ci aspettiamo solidarietà europea e non demagogia partitica», ha scritto Albares su X.

Il ministro spagnolo ha contestato in particolare il collegamento stabilito da Tajani tra l’afflusso di migranti a Ceuta e la politica spagnola di regolarizzazione.

Secondo Albares, gli eventi verificatisi a Ceuta sono infatti legati a una sentenza e non alla politica di regolarizzazione dei migranti citata dal ministro italiano.

La convocazione dell’ambasciatore italiano segna un salto di livello nella controversia. Alle dichiarazioni politiche di Roma ha fatto seguito una formale iniziativa diplomatica di Madrid, in un momento particolarmente delicato per i rapporti tra due Paesi membri dell’Unione europea.

La crisi di Ceuta

Lo scontro diplomatico è nato dopo l’arrivo in poche ore di migliaia di persone nell’enclave spagnola di Ceuta, provenienti dal vicino Marocco. Le autorità spagnole hanno riferito di ingressi in massa attraverso il mare nella zona di Tarajal, mentre alcune persone sarebbero riuscite a superare anche la barriera di frontiera.

TVE ha riferito di un numero compreso tra 2.000 e 3.000 persone entrate a Ceuta. L’agenzia Efe ha riferito anche di ingressi attraverso la barriera.

La situazione ha spinto Madrid a rafforzare il dispositivo di sicurezza. Il ministero dell’Interno spagnolo ha annunciato l’invio di 60 militari e di altri 30 agenti della Guardia Civil.

Il presidente di Ceuta, Juan Jesús Vivas, aveva chiesto al governo centrale ulteriori forze di sicurezza e la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale.

Madrid ha però respinto questa richiesta, spiegando che lo stato di emergenza non può essere dichiarato per questioni migratorie.

Il governo di Pedro Sánchez ha annunciato una risposta immediata alla situazione. Il primo ministro spagnolo è atteso a Ceuta insieme al ministro dell’Interno Fernando Grande-Marlaska.

Roma e Madrid ora su posizioni opposte

La crisi di Ceuta si è così trasformata in un confronto diretto tra i due governi. Da una parte Roma ha evocato la possibilità di sospendere Schengen con la Spagna e ha criticato apertamente le politiche migratorie del governo Sánchez. Dall’altra Madrid ha respinto le accuse e ha reagito sul piano diplomatico convocando l’ambasciatore italiano.

Al centro dello scontro c’è anche l’interpretazione delle cause dell’emergenza. Tajani ha attribuito una parte della responsabilità alla politica spagnola di concessione della cittadinanza agli immigrati irregolari, mentre Albares ha respinto questo collegamento, sostenendo che quanto accaduto a Ceuta è legato a una sentenza e non alla politica di regolarizzazione.

La crisi arriva inoltre in un momento in cui Ceuta, in quanto territorio spagnolo, costituisce una frontiera esterna dell’Unione europea. Le conseguenze della vicenda non riguardano quindi soltanto Madrid e Rabat, ma investono direttamente anche i rapporti tra gli Stati membri e la gestione delle frontiere esterne dell’Unione.

Per ora, però, il confronto più immediato è quello tra Roma e Madrid. Alle minacce italiane sulla sospensione dello spazio Schengen ha fatto seguito la convocazione dell’ambasciatore italiano. È questo il passaggio che ha trasformato la crisi migratoria di Ceuta in un caso diplomatico tra due Paesi dell’Unione europea.

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