Israele e il senso della vergogna per Giuliano Ferrara

Non è intenzione di chi scrive entrare fare l’esegesi dello scritto di Ferrara, delle sue dotte dissertazioni filosofiche-esistenziali sul senso di colpa e sulla vergogna. Ma...

Israele e il senso della vergogna per Giuliano Ferrara
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Umberto De Giovannangeli Modifica articolo

12 Settembre 2026 - 11.49


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Essere intelligenti, estremamente colti, dotati di una scrittura pungente, a volte è un’aggravante. Giuliano Ferrara è persona intelligente, colta, pungente polemista. Ed è un uomo di parte. A suo merito va riconosciuto che non ha mai mascherato la sua partigianeria e i suoi grandi amori politici dopo la “sbandata” giovanile nel Pci: Craxi, Berlusconi e sopra ogni altra cosa Israele. Su Israele Giuliano Ferrara non guarda in faccia nessuno, neanche la realtà dei fatti verrebbe da aggiungere, al punto di arrivare ad attaccare frontalmente una persona, un suo amico, che di tutto può essere tacciato tranne che di essere un pro-Pal antisionista: Adriano Sofri. 

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Su Il Foglio, l’elefantino verga un editoriale di fuoco contro Sofri, reo, di aver scritto due pezzi sulla vergogna e la colpa, a suo modo di vedere, troppo indulgenti verso i palestinesi quanto negativi verso le ragioni di Israele nella risposta al sanguinoso attacco terroristico del 7 ottobre 2023. 

Convinzioni che sono proprie del giornale diretto da un altro indomito filo-Isra, Claudio Cerasa, ma che Ferrara sviluppa con quella vis polemica che l’ha sempre contraddistinto. 

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Non è intenzione di chi scrive entrare fare l’esegesi dello scritto di Ferrara, delle sue dotte dissertazioni filosofiche-esistenziali sul senso di colpa e sulla vergogna. Mi preme invece riportare un passo del suo editoriale che, questo sì, inerisce con la vergogna.

Scrive Ferrara: “Non dimenticheremmo così facilmente che non un solo palestinese è mai stato ucciso perché palestinese, e che i palestinesi uccisi, prima di tutto i bambini ma non solo, sono vittime della ferocia assassina di altri palestinesi che li hanno usati come scudi umani. Se un popolo vuole annientare un altro popolo, e la chiama resistenza, costruendo il rifiuto dei due stati in decenni di trame terroristiche sopra un reticolo sotterraneo dell’orrore, e se sul 7 ottobre distribuisce caramelle ai bambini per festeggiare, non merita alcuna punizione, quella come diceva Nietzsche se l’è presa Gesù Cristo, ma la colpa sì, e le colpe si espiano o si correggono anche con la guerra, che è un orrore al di là del bene e del male ma non è unlawful come pensa l’eroe che affetta la vergogna e l’ambizione elettorale a Westminster”.

Non un solo palestinese è stato ucciso perché palestinese. I ventimila bambini fatti fuori dall’esercito più morale al mondo (Ferrara si inalbera indignato contro chi virgoletta questa definizione) sono state vittime del cinismo di Hamas che li ha usati come scudi umani.

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Evidentemente, Giuliano Ferrara non legge i giornali indipendenti israeliani, magari considerando Haaretz un fogliaccio filo-Hamas , ma non prende neanche in considerazioni le ripetute dichiarazioni pubbliche di ministri del governo israeliano, la quasi totalità per essere generosi, per i quali non esiste un abitante della Striscia di Gaza innocente: sono tutti o terroristi, o madri di terroristi, o terroristi in erba. E poi, prendendosela col ministro degli Esteri britannico Ed Miliband, colpevole di aver usato parole molto dure contro la pulizia etnica messa in atto dai governanti israeliani a Gaza e in Cisgiordania, l’elefantino arriva a sentenziare che le colpe si espiano e si correggono anche con la guerra…Versione letteraria del vecchio adagio “chi è colpa del proprio male pianga se stesso”.

Così vede le cose Giuliano Ferrara, in un giornale che esalta i coloni pogromisti di “Giudea e Samaria” come i nuovi pionieri di Eretz Israel, e che ha liquidato le grandi manifestazioni di piazza contro il genocidio a Gaza e per il riconoscimento dello Stato palestinese, come raduni di più o meno inconsapevoli (o consapevoli) antisemiti.

Non mi ergo a giudice che emette sentenze morali inappellabili. Ma quanto alla vergogna, beh caro Guliano nello scrivere certe cose, un po’, davanti allo specchio, dovresti provarla. 

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