Galli risponde alle provocazioni di Zangrillo: "Non lo querelo solo perché il negazionismo non è reato"

Da L'Aria che Tira il medico del virus 'clinicamente morto' ieri aveva dichiarato che Galli lo attaccherebbe spesso perché è 'un sessantottino'.

Zangrillo e Galli
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28 Ottobre 2020 - 10.50


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Schermaglie a distanza tra medici, ossia Alberto Zangrillo e Massimo Galli: il medico di Berlusconi, noto per la sua infelice uscita ‘il virus è clinicamente morto’, da L’Aria che Tira ieri aveva dichiarato che Galli lo attaccherebbe spesso perché è ‘un sessantottino’. Praticamente, se Galli non è d’accordo con Zangrillo è per ragioni politiche, non perché Zangrillo è quello che con la morte presunta del virus ha giustificato tanti comportamenti irresponsabili durante l’estate, di cui ora tutti stiamo pagando il prezzo. 
Massimo Galli comunque non lascia cadere la cosa e da un’altra trasmissione, Cartabianca, risponde al collega: “Non posso querelarlo perché il reato di negazionismo e riduzionismo non esiste in questo paese. Forse per fortuna… Ciascuno è responsabile di quello che dice e delle basi scientifiche su cui parla. Se lui ritiene di essere stato attaccato, è un problema suo. Il mio problema non è occuparmi di questa persona o di altri che hanno passato l’estate a dire cose che puntualmente non si sono avverate”. Poi aggiunge: “Non mi voglio iscrivere tra coloro che hanno sottovalutato la cosa neanche vagamente. Mi è anche costata la cosa, perché passare da costante menagramo non è divertente nemmeno nelle relazioni sociali che qualcuno può intrattenere”.

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