La protezione del vaccino non cala a quattro mesi dalla somministrazione

Dopo oltre 100 giorni si osserva un'ulteriore riduzione del rischio di diagnosi "negli uomini, nelle donne e in persone in diverse fasce di età".

Vaccino Covid
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7 Giugno 2021 - 07.17


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Un’indicazione importante arriva da un report dell’Istituto Superiore di Sanità e del ministero della Salute, che illustra quale sia l’efficacia del vaccino anche a qualche mese di distanza dalla somministrazione.

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La protezione dei vaccini Covid dura anche nel tempo, a 4 mesi dalla somministrazione della dose.

“A partire dai 105-112 giorni dalla vaccinazione si osserva una ulteriore riduzione del rischio di diagnosi, con un effetto simile negli uomini, nelle donne e in persone in diverse fasce di età”, emerge dal secondo rapporto del gruppo di lavoro ‘Sorveglianza vaccini Covid-19’, che aggiorna il report del 15 maggio scorso e che si riferisce a circa 14 milioni di persone vaccinate con almeno una dose.

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“Al momento – sottolinea l’Iss – non vengono rilevati aumenti nel rischio di diagnosi nei periodi di osservazione più lunghi dopo la vaccinazione, questo suggerisce una protezione protratta nel tempo”.

A quanto emerge dal report, “i rischi di infezione da SarsCoV2, ricovero, ammissione in terapia intensiva e decesso diminuiscono rapidamente dopo le prime due settimane e fino a circa 35 giorni dopo la somministrazione della prima dose”, mentre, dopo i 35 giorni, “si osserva una stabilizzazione di questa riduzione, che è di circa l’80% per il rischio di diagnosi, il 90% per il rischio di ricovero e di ammissione in terapia intensiva e il 95% per il rischio di decesso”.

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