Sono sette i sintomi che dovrebbero spingerci a fare un tampone: i risultati di uno studio

Con la presenza di questi sette sintomi contemporaneamente il tampone è positivo nel 70-75% dei casi.

Sintomi Covid
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globalist Modifica articolo

29 Settembre 2021 - 11.55


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Un tampone è una scelta prudente per non rischiare di espandere ancora di più i virus: andrebbe fatto anche quando ci si sente in buona salute, ma esistono sintomi che possono anticipare l’esito positivo.

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Sono sette i sintomi principali che dovrebbero spingerci a fare un tampone per diagnosticare l’eventuale presenza dell’infezione da Covid-19.

A “scovarli” è stato uno studio condotto dall’Imperial College di Londra, pubblicato sulla rivista Plos Medicine.

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I campanelli d’allarme sono perdita o cambiamento dell’olfatto, perdita o cambiamento del gusto, febbre, tosse persistente, brividi, perdita di appetito e dolori muscolari.

Stando a quanto emerso dalla ricerca, quando compaiono tutti e sette insieme, il tampone risulta positivo nel 70-75% dei casi.

Lo studio è molto ampio: ha coinvolto oltre un milione di volontari nel Regno Unito con dati raccolti in 8 cicli di test condotti tra giugno 2020 e gennaio 2021.

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I risultati dei tamponi effettuati su queste persone sono stati confrontati con i sintomi che si erano manifestati una settimana prima del test.

Nel Regno Unito, la presenza dei primi quattro sintomi citati è ancora adesso l’elemento discriminante, nel triage, per lo svolgimento del test tramite il sistema sanitario.

In Italia, invece, le indicazioni per il tampone riguardano casi con sintomi (non c’è la regola dei quattro sintomi) oppure pazienti asintomatici ma che hanno avuto un contatto stretto con un positivo.

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