Covid, la ventilazione meccanica e il ricambio d'aria sono armi vincenti contro il contagio
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Covid, la ventilazione meccanica e il ricambio d'aria sono armi vincenti contro il contagio

Uno studio rivela come il ricambio d'aria "meccanico" anche in ambiente chiuso possa ridurre notevolmente il rischio di contagio.

Covid, la ventilazione meccanica e il ricambio d'aria sono armi vincenti contro il contagio
Scuola, Covid
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23 Marzo 2022 - 11.00


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La ventilazione meccanica e il ricambio d’aria alla massima portata – sei o più ricambi all’ora – sono tra le armi più efficaci per mitigare o eliminare del tutto il rischio di contagio: è quanto emerge da uno studio condotto dalla Fondazione David Hume, in collaborazione con la Regione Marche, che da gennaio 2021 ha investito 9 milioni di risorse proprie per installare impianti di Vcm nelle scuole e destinato altri 3 milioni per adibire le aule con sanificatori.

L’indagine, svolta dal 13 settembre 2021 al 31 gennaio 2022, ha coinvolto 10.441 classi marchigiane, di cui 10.125 senza impianto e 316 con impianto Vmc; al momento di inizio dello studio erano 500 le classi con gli impianti installati.

“Lo studio ha evidenziato che l’impatto della Vcm nell’abbattere la carica virale nell’aria, è molto forte e statisticamente significativo, oltre che generalizzato, ma il risultato più significativo registrato è quello dell’impatto della Vcm: maggiore è il ricambio dei volumi dell’aria, maggiori sono i risultati della riduzione della contaminazione“, ha spiegato il professor Luca Ricolfi, presidente della Fondazione Hume e docente di Analisi dei dati all’Università di Torino, secondo il quale “non basta mettere un apparecchio Vcm ma occorre collocarne un numero di portata massima adeguata”.

Dallo studio è emerso anche che “le classi più numerose hanno un rischio individuale sensibilmente più alto del 30-40% di contaminazione rispetto a quelle piccole”. “Il fattore di abbattimento assicurato dalla Vcm – ha concluso Ricolfi – è paragonabile a quello del vaccino: molto efficace e insostituibile come protezione dalla malattia, ma meno dal punto di vista della trasmissione. In sostanza la Vcm, ben fatta, ha una capacità di contenimento della circolazione del virus doppia rispetto al vaccino”.

Le Marche sono la prima e l’unica Regione italiana ad aver investito in questa tecnologia di riduzione degli elementi inquinanti nell’aria per garantire lo svolgimento dell’anno scolastico il piu’ possibile in presenza. Per il professor Giorgio Buonanno, docente di Fisica Tecnica Ambientale all’Università di Cassino e alla Queensland University, si tratta di “un’iniziativa virtuosa a livello nazionale: la Vcm è l’unico modo ingegneristico per ridurre il rischio di contaminazione al chiuso“.

Secondo il docente, “l’errore commesso nella gestione della pandemia è stato considerare la trasmissione del virus solo legata alla diffusione tramite droplet, grosse particelle che cadono in prossimita’ delle persone infette, contrastata con distanziamento e lavaggio delle mani”.

“Misure che da sole non funzionano – ha spiegato – perché esiste un terzo meccanismo, ben più importante, che è quello dell’aerosol, cioé goccioline piccole e invisibili. Negli ambienti chiusi è quindi essenziale affidarsi alla ventilazione controllata che assicura risultati migliori”.

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