Teatro 2025-2026: la seconda parte della stagione celebra le firme femminili
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Teatro 2025-2026: la seconda parte della stagione celebra le firme femminili

Nei mesi successivi andranno in scena titoli sia di scrittrici internazionali che italiane, per riscoprire autrici come Marguerite Yourcenar, Elsa Morante e Dacia Maraini

Teatro 2025-2026: la seconda parte della stagione celebra le firme femminili
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12 Gennaio 2026 - 17.11 Culture


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Da gennaio a giugno, la seconda parte della stagione teatrale 2025-2026 sembra puntare tutto sulle firme femminili, offrendo un viaggio che passa dai romanzi alle tavole del palcoscenico.

A inaugurare il periodo è Otello di Shakespeare, nella drammaturgia di Dacia Maraini, Premio Strega da sempre impegnata sui diritti delle donne. La regia è di Giorgio Pasotti, che interpreta anche Iago accanto a Giacomo Giorgio nel ruolo del Moro. Dopo l’anteprima all’Estate Teatrale Veronese, lo spettacolo apre domani, 13 gennaio, al Carignano di Torino, proponendo una lettura potente: la morte di Desdemona non è più il “dramma della gelosia”, ma la denuncia di una violenza crescente, dell’illusione del possesso e dell’insicurezza in cui vivono oggi le donne.

Nei mesi successivi, andranno in scena titoli sia di scrittrici internazionali che italiane. Il pubblico potrà riscoprire autrici come Marguerite Yourcenar, con Maria Maddalena o Della Salvezza interpretati da Lina Sastri, e i romanzi di due Premi Nobel, portati in scena da Daria Deflorian, con La vegetariana della coreana Han Kang e Memoria di ragazza della francese Annie Ernaux. Da Ernaux nasce anche Guarda le luci, amore mio, diretto da Michela Cescon e interpretato da Valeria Solarino e Silvia Gallerano. Dal Regno Unito, dove le autrici hanno maggiore spazio, Ella Hickson firma I corpi di Elizabeth, dedicato alla regina storica, mentre L’empireo di Lucy Kirkwood ispira Serena Sinigaglia, con la storia di una giuria tutta femminile nell’Inghilterra rurale del ’700.

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Altri titoli internazionali da non perdere includono Prima Facie di Suzie Miller, sul caso internazionale di un’avvocatessa vittima di violenza sessuale, portato in scena da Melissa Vettore e la Compagnia Finzi Pasca, e Circle Mirror Transformation di Valerio Binasco, tratto dal romanzo della Premio Pulitzer Annie Baker. Non mancherà anche Carnage di Yasmina Reza, ripreso da Andrea Zavatteri, già vincitore di Tony e Olivier Award nel 2009 e portato al cinema da Roman Polanski, si tratta di un testo sul disagio della ricca borghesia.

Le firme italiane non sono da meno: Lidia Ravera con Terzo tempo racconta la vita dopo i 60 con la regia di Emanuela Giordano; Donatella Finocchiaro interpreta Virdimura nella Catania del 1300, dal romanzo di Simona Lo Iacono, testo sulla prima donna medico della storia; ancora Serena Sinigaglia, con drammaturgia di Letizia Russo, dirige Argo di Mariagrazia Ciani, autrice che da bambina visse l’esodo da Pola; infine, Andrée Ruth Shammah dirige Marina Ruocco in Maria Stuarda, primo testo teatrale di Nicoletta Verna, già candidata allo Strega nel 2024.

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Dai grandi classici come La storia di Elsa Morante, con un nuovo adattamento di Fausto Cabra ad aprile a Milano, a titoli meno noti come Un dettaglio minore della scrittrice palestinese Adania Shibli, riportato in scena a marzo a Roma da Massimo Luconi e ambientato nell’estate del 1949, i prossimi mesi saranno un’intensa corsa tra titoli che ci faranno riscoprire scrittrici, grazie all’arte del teatro.

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