L’abbazia benedettina di Santa Maria del Monte a Cesena compie mille anni
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L’abbazia benedettina di Santa Maria del Monte a Cesena compie mille anni

Oggi 18 gennaio si terrà la celebrazione per il millenario.

L’abbazia benedettina di Santa Maria del Monte a Cesena compie mille anni
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18 Gennaio 2026 - 17.24 Culture


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Uno dei luoghi più significativi della spiritualità benedettina in Romagna, l’abbazia di Santa Maria del Monte di Cesena compie mille anni. L’anniversario viene celebrato oggi 18 gennaio, in occasione della festa di San Mauro, patrono secondario della diocesi di Cesena-Sarsina: alle 18 si terrà la celebrazione presieduta da padre Jermias Schöder, abate primate dell’Ordine di San Benedetto.

Il sindaco Enzo Lattuca dichiara: “L’abbazia è uno dei luoghi più antichi ai quali i cesenati sono profondamente legati. Da mille anni accompagna la storia di Cesena, ne segna il profilo, ne custodisce la memoria e continua a essere un luogo vivo di spiritualità, cultura e accoglienza, spesso al centro di iniziative che ne valorizzano e ne promuovono la centralità, mettendo in primo piano la ricca collezione di ex voto”.

Il sindaco prosegue: “Uno dei ricordi più intensi di questi ultimi anni è legato alla commemorazione di don Odo Contestabile, riconosciuto Giusto tra le Nazioni per l’opera coraggiosa e silenziosa svolta a favore di chi, durante il secondo conflitto mondiale, fu messo in grave pericolo dalle leggi razziali. Don Odo si distinse in modo particolare per l’impegno a difesa delle persone perseguitate e ci lascia oggi una grande lezione: ‘È sempre possibile fare del bene’.”

Con il passare del fronte, i sotterranei del monastero servirono per accogliere numerose famiglie cesenati, circa 700 persone in totale, che trovarono rifugio e salvezza non solo dai bombardamenti degli Alleati, ma anche dai rastrellamenti da parte dei tedeschi e dei fascisti. Tuttavia, il raid aereo dell’ottobre 1944 provocò gravi danni alla chiesa e a gran parte del monastero.

Il sindaco Lattuca ricorda: “Ancora una volta, però, i monaci seppero rialzarsi e avviare una nuova ricostruzione, sostenuti dall’impegno di giovani volontari e dalla straordinaria generosità della comunità cesenate”.

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