Sta per iniziare un mese ricco di capolavori da scoprire per gli amanti dell’arte. Infatti, a partire da oggi, domenica 25 gennaio, e fino al 22 febbraio si terrà al Museo internazionale delle ceramiche di Faenza (provincia di Ravenna) la mostra “La porcellana degli hausmaler in Europa nel Settecento“, curata da Alessandro Biancalana.
L’intera rassegna è dedicata ai pittori “indipendenti” su porcellana bianca che, non volendo essere vincolati da un contratto fisso con una fabbrica, eseguivano il lavoro con un rapporto autonomo e nel proprio laboratorio. Questi artisti, spesso etichettati con termini dispregiativi come “pittori truffa” o “pittori pasticcioni”, erano in realtà figure di grande spessore e particolare creatività.
Il “fenomeno” hausmaler non si diffuse solo in Germania (soprattutto in Boemia e in Slesia), ma trovò eco anche in Inghilterra, con i cosiddetti china painter, e nei Paesi Bassi, dove si registrò una significativa partecipazione femminile. Tra le figure storiche di spicco, si ricordano Sabina e Anna Elisabeth Auffen Werth di Augsburg, considerate tra le più importanti pittrici su porcellana e maiolica del XVIII secolo.
In diverse città, tra cui Norimberga, Dresda, Augsburg, Bayreuth e Memmingen, si svilupparono vere e proprie scuole decorative. Nonostante l’osteggiamento delle manifatture ufficiali e del potere politico, che portò alcuni hausmaler persino in carcere, il movimento artistico si ampliò nel XIX secolo con la nascita di laboratori dedicati, ed è giunto fino all’età contemporanea mantenendo viva una tradizione con pochi eguali nella decorazione ceramica.
A margine dell’inaugurazione di questa importante mostra Valentina Mazzotti, conservatrice del MIC di Faenza, si è così espressa: “Questa esposizione è il frutto di tanti anni di studio e di collezionismo, condotti da Alessandro Biancalana, sul tema degli hausmaler e anticipa il suo volume monografico che verrà presentato al Mic il 21 febbraio”.
E ha aggiunto Mazzotti: “Inoltre il Settecento europeo sarà una tematica di grande interesse per il Museo nel prossimo biennio e vedrà la realizzazione di un percorso espositivo dedicato”.
Questo, invece, le dichiarazioni rilasciate da Alessandro Biancalana, curatore dell’esposizione: “Attorno al 1715 fu probabilmente Bartholomäus Seuter (1677-1754), orafo, incisore, coloritore di seta ad essere uno dei primi artisti a servirsi della porcellana europea di Meissen, eseguendo fini decorazioni a cineserie in oro graffito sul corpo della porcellana e grandi bouquet di fiori europei policromi sulla maiolica. Da quel momento fu un fiorire di botteghe e di decoratori indipendenti che si cimentarono in questa attività”.
Con questa mostra il MIC riporta alla luce una grande stagione di creatività artistica individuale, offrendo significativi spunti di riflessione sulle dinamiche tra artigianato libero e produzione corporativa nel Settecento europeo.