Non siamo mai stati tanto vicini all’Apocalisse, neppure durante la Guerra Fredda

Secondo gli esperti del Bulletin of the atomics scientists il collasso dell'umanità si fa sempre più vicino, soprattutto a causa delle nuove minacce tecnologiche.

Non siamo mai stati tanto vicini all’Apocalisse, neppure durante la Guerra Fredda
Preroll AMP

redazione Modifica articolo

30 Gennaio 2026 - 16.43 Culture


ATF AMP

di Gemma Consolazio

Top Right AMP

L’orologio dell’Apocalisse non è mai stato così vicino alla mezzanotte. Le sue lancette, infatti, sono state spostate da 89 a 85 secondi alla mezzanotte, arrivando a toccare “il valore più vicino alla catastrofe che si sia mai visto”. La notizia è stata annunciata dal Bulletin of the atomic scientists, gruppo di scienziati fondato nel 1945 da Albert Einstein che dal 1947 scandisce il tempo rimanente alla fine del mondo. A venire considerate sono le minacce derivanti dal cambiamento climatico, dalle guerre, dalle catastrofi naturali e dalle nuove tecnologie come l’intelligenza artificiale. Il Bulletin ha inventato il cosiddetto Orologio dell’Apocalisse, comunemente chiamato Doomsday Clock, con l’obiettivo principale di misurare il pericolo di un’ipotetica fine del mondo che incombe sull’intera umanità. La mezzanotte simboleggia l’Apocalisse e i minuti precedenti rappresentano quanto siamo distanti da essa, considerando le minacce all’umanità e al pianeta. L’Orologio è così diventato un indicatore universale della vulnerabilità del mondo rispetto alla catastrofe globale, la cui causa più probabile risiede proprio nelle tecnologie inventate dall’uomo.

Gli esperti del Bulletin si esprimono riguardo all’evento: “Un anno fa, avevamo lanciato l’allarme: il mondo era pericolosamente vicino a un disastro globale e qualsiasi ritardo nell’inversione di rotta avrebbe aumentato la probabilità di una catastrofe. Invece di prestare attenzione a questo avvertimento, Russia, Cina, Stati Uniti e altri grandi Paesi sono diventati sempre più aggressivi, antagonisti e nazionalisti. Le intese globali duramente conquistate stanno crollando, accelerando una competizione tra grandi potenze in cui il vincitore prende tutto e minando la cooperazione internazionale fondamentale per ridurre i rischi di una guerra nucleare, dei cambiamenti climatici, dell’uso improprio delle biotecnologie, della potenziale minaccia dell’intelligenza artificiale e di altri pericoli apocalittici. Troppi leader sono diventati compiacenti e indifferenti, adottando in molti casi retoriche e politiche che accelerano anziché mitigare questi rischi esistenziali”. Ed è proprio la mancanza di una leadership forte che ha costretto il Bullettin a spostare le lancette 5 secondi più vicine alla mezzanotte.

Dynamic 1 AMP

Nato nell’era atomica, l’Orologio è diventato in breve tempo il simbolo della Guerra Fredda: le sue lancette si sono spostate per decenni seguendo la tensione tra USA e URSS. Il momento più critico si raggiunse nel 1953, quando le lancette segnarono le 23:58, ovvero soltanto due minuti alla mezzanotte. A portarle così avanti i test sulle bombe ad idrogeno effettuati da entrambe le potenze mondiali, segnalando il rischio concreto di una guerra nucleare globale. A conflitto concluso le lancette si sono allontanate dalla mezzanotte, rassicurando l’umanità su una maggiore sicurezza globale. Tuttavia, il periodo di pace è stato breve.

Tra il 2020 e il 2022 per la prima volta in assoluto l’Orologio ha infranto la barriera dei minuti per passare ai secondi, obbligando gli scienziati a lanciare l’allarme. A causare ciò un mix dovuto all’indebolimento dei trattati sul controllo delle armi nucleari, all’aggravarsi della crisi climatica e alla crescente minaccia della disinformazione. Nel 2023 arriva a soli 90 secondi dalla mezzanotte per via dell’invasione Russa in Ucraina rimando stabile nel 2024-25. Nel biennio, per la prima volta, oltre ai rischi della guerra sono stati considerati anche quelli rappresentati dall’intelligenza artificiale.  

Arrivando ad oggi, gli aggiornamenti per il 2026 sono stati comunicati dalla commissione composta da sette uomini e donne, tra cui la Premio Nobel per la Pace del 2021 Maria Ressa e la presidente CEO del Bulletin Alexandra Bell. L’Orologio, dunque, non è una profezia ma un monito che tutti dovremmo tenere a mente

Dynamic 1 AMP
FloorAD AMP
Exit mobile version