Stabilità finanziaria dei casinò online in Italia: cosa c’è dietro la loro chiusura
Top

Stabilità finanziaria dei casinò online in Italia: cosa c’è dietro la loro chiusura

.

Stabilità finanziaria dei casinò online in Italia: cosa c’è dietro la loro chiusura
Preroll

globalist Modifica articolo

19 Febbraio 2026 - 00.06


ATF

In Italia un casinò online risulta “legale” solo con concessione ADM (Agenzia delle Dogane e dei Monopoli). Senza concessione, un sito resta fuori dal perimetro italiano: questo vale anche se il sito appare in italiano. Il mercato ha vissuto un reset rilevante. Il punto di partenza sta nel Decreto Legislativo 25 marzo 2024, n. 41 è entrato in vigore il 4 aprile 2024. Da lì è partito il riordino del gioco a distanza.

Poi è arrivata una fase di continuità tecnica. ADM ha previsto una “proroga tecnica” per evitare vuoti di servizio. La prima finestra ha coperto il passaggio oltre il 31 dicembre 2024. Un secondo allungo ha portato la scadenza al 12 novembre 2025. Il cambio di regime si è concentrato a metà novembre 2025. Dal 13 novembre 2025 sono entrate in vigore le nuove concessioni. Da quella data il modello “sito unico” ha preso spazio. Questo articolo spiega cosa cambia e perché alcuni marchi hanno chiuso.

Cosa è cambiato nelle norme italiane sul gioco d’azzardo dopo il 13 novembre 2025

Il nuovo quadro ha creato punti di pressione chiari. Prima di tutto, il sistema ha ridotto il numero di soggetti attivi. In passato il gioco a distanza contava 89 società concessionarie. Il nuovo ciclo ha portato 52 concessioni a 46 operatori. Solo i migliori casinò online Italiani sono riusciti a ottenere una nuova licenza operativa. Il sito Gamblizard offre recensioni di tutti questi siti con i vantaggi e gli svantaggi di ciascuno. Questo articolo è stato creato con la collaborazione degli esperti di Gamblizard.

Leggi anche:  La matematica del poker: perché è un gioco di abilità e non di fortuna

La data di avvio operativo del nuovo assetto coincide con il 13 novembre 2025. Da quel momento, i concessionari hanno dovuto usare un solo portale per concessione. Il vecchio modello con molte “skin” ha perso validità. Alcuni monitoraggi hanno contato oltre 350 domini rimossi dagli elenchi, perché legati a skin. Che cos’è uno skin? È un sito duplicato di un casinò online con la stessa interfaccia e la stessa selezione di giochi, ma con un nome e un design diversi.

Ecco i cambiamenti più visibili con il nuovo quadro:

  • Costi di accesso più alti: una tantum da 7 milioni per concessione.
  • Requisiti più stretti: criteri tecnici e organizzativi più selettivi.
  • Stop alle “skin” e ai siti gemelli: una sola “skin” operativa, quindi un solo dominio principale per concessione.
  • Fiscalità più legata al GGR: per il casinò online si cita spesso il 25% sul GGR. Per scommesse a distanza, la Legge di Bilancio 2025 ha fissato il 24,5% sul margine.

Perché alcuni marchi legali hanno chiuso

Il nuovo assetto ha reso più pesanti i costi fissi e ha aumentato gli obblighi tecnici. Un marchio con volumi contenuti poteva reggere prima. 

  1. Ora serve più capitale e serve anche un’organizzazione più ampia, con persone dedicate a controlli e conformità.
  2. Poi entra il tema dei margini. Le imposte restano legate al margine di gioco e, in alcuni segmenti, i carichi riducono lo spazio netto. Se un operatore ha una base clienti piccola, basta poco per rendere i conti meno sostenibili.
  3. Conta anche la strategia dei gruppi internazionali. Un gruppo può decidere di ridurre i paesi in cui opera, anche senza problemi di liquidità. In pratica, sposta budget e risorse verso mercati dove vede più scala o dove gestisce meno complessità.
  4. Infine, il reset ha spinto il consolidamento. Il mercato si muove verso meno titolari di concessione, spesso più strutturati. In questo scenario si vedono anche trasferimenti di conti verso altri marchi dello stesso gruppo, così il gruppo resta presente ma con meno sigle attive.
Leggi anche:  Il caso di Milan-Como in Australia: com'è andata a finire

Motivi finanziari alla base delle uscite

Il costo una tantum da 7 milioni incide subito. Dopo arrivano spese continue: audit, sicurezza, monitoraggio, report e aggiornamenti legati a chiarimenti tecnici. Questo insieme riduce la libertà di manovra dei piccoli operatori, perché richiede investimenti costanti e non rimandabili.

AI Image

Marchi di casinò online che hanno chiuso

Il cambio di regime ha avuto un effetto semplice: chi non ha rinnovato, si è fermato. In alcuni casi è uscita un’intera insegna. In altri casi, si è chiusa solo una concessione “secondaria”, mentre il gruppo ha mantenuto un altro marchio attivo. 

  • Unibet ha comunicato la chiusura completa dei servizi in Italia dal 10 novembre 2025. Il messaggio parla di sospensione definitiva delle operazioni e di accesso non più disponibile per i clienti. La scelta viene collegata al reset regolatorio e al nuovo quadro di requisiti.
  • Betway. Le ricostruzioni sul reset del mercato indicano che Betway non ha proseguito nel nuovo ciclo. In pratica, il marchio è sparito dal perimetro regolato italiano alla chiusura delle vecchie concessioni dal 12 novembre 2025.
  • Betaland risulta tra i brand indicati come non rinnovati nel passaggio alle nuove concessioni.
  • Betn1 ha pubblicato una comunicazione alla clientela: parla di scadenza della concessione e di cessazione della raccolta sul sito dal 12 novembre 2025. È una delle poche uscite con una nota diretta rivolta agli utenti.
  • 1xBet – stop dal 12 novembre 2025
  • Totosì – stop dal 18 settembre 2025
Leggi anche:  Basilicata con bambini: periodi migliori e servizi che fanno la differenza

Verdetto

Il risultato delle nuove regole è una riduzione del numero di operatori. I siti che continuano a operare legalmente godono della migliore stabilità finanziaria e rispettano la legislazione a tutela dei giocatori. Naturalmente, questo non significa “sicurezza perfetta”, ma maggiore trasparenza e maggiore controllo. Per un giocatore, “legale e stabile” significa tre cose: una concessione ADM attiva; un unico dominio ufficiale; la possibilità di continuare a operare secondo regole più severe.

Native

Articoli correlati