Maria Antonietta e Arisa riportano in scena gli anni '60
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Maria Antonietta e Arisa riportano in scena gli anni '60

Uno stile condiviso dalle due artiste, sebbene in modo differente e anzi quasi contrario.

Maria Antonietta e Arisa riportano in scena gli anni '60
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25 Febbraio 2026 - 14.04 Culture


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di Christopher Catania

La moda è da sempre un eterno ritorno e il palco un filo conduttore tra passato e presente. Non sono passate inosservate due interpretazioni dal gusto e dallo stile sixties: quello della cantante Maria Antonietta, che ha ridato vita facendo un omaggio al look sanremese di Nada del 1969, e lo stile sofisticato di Arisa, che richiama la couture degli anni 60 con una monumentale siluette a  colonna.

Maria Antonietta non ha indossato solo un abito sartoriale, ma ha compiuto un atto di filologia pop. Un mini-dress bianco ottico con maniche di margherite tridimensionali come un bouquet che si trasforma in couture; Il riferimento lampante, si tratta di una citazione a Sanremo 1969 quando la cantante Nada, con la canzone ‘Ma che freddo fa’, portò sul palco una estetica spaziale fatta di geometrie rigide e tagli cortissimi, trasformando l’abito in un simbolo di resistenza culturale.

Dall’altra parte troviamo Arisa che con questa partecipazione ‘di rivincita’ al Festival sta sfoggiando una nuova femminilità dirompente e d’alta sartoria. Il richiamo agli anni ‘60 è stato un successo incredibile che ha messo in risalto la sua bellezza e fisicità con un abito di ‘Des_Phemmes’ in seta colonna con scollatura geometrica, realizzato interamente a mano con 1300 gocce di cristallo. La linea scolpita ricorda il primo Balenciaga e le geometrie di Pierre Cardin, con tessuti rivisitati che donano uno stile unico.

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In tutto ciò l’abito si conferma uno strumento di potere, che non serve solo a ricordare qualcuno ma a costruire un’immagine unica e ridondante. In definitiva Maria Antonietta ci invita a sfoggiare un archivio prezioso della musica italiana prendendo spunto da un passato che fa parte di noi, mentre Arisa usa quegli stessi codici per riscrivere un nuovo capitolo della sua musica e del suo stile. La prima ci ricorda da dove veniamo, la seconda ci mostra dove possiamo arrivare.

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