Caso David Rossi: è omicidio per la seconda Commissione Parlamentare di Inchiesta
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Caso David Rossi: è omicidio per la seconda Commissione Parlamentare di Inchiesta

La perizia ha stabilito che le lesioni sul corpo del dirigente Mps non sono compatibili con la caduta dalla finestra dello stesso. Ora si attende la decisione della Procura di Siena per la riapertura di nuova indagine. “Questo è forse il primo anniversario in cui sentiamo le istituzioni dalla nostra parte" dicono i familiari.

Caso David Rossi: è omicidio per la seconda Commissione Parlamentare di Inchiesta
Immagine dalla video ricostruzione con IA presentata dalla Commissione Parlamentare
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Daniele Magrini Modifica articolo

7 Marzo 2026 - 12.26 Culture


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“Nessuno potrà più dire che la morte di David Rossi è un suicidio. Ora la magistratura deve aprire un’indagine per omicidio perché sono tangibili le prove che David non si è tolto la vita”. È perentorio Salvatore Vinci, presidente della seconda Commissione Parlamentare d’inchiesta sul caso David Rossi, presentando a Siena la relazione intermedia di mandato.

Il 6 marzo di 13 anni fa l’allora Capo della Comunicazione del Monte dei Paschi di Siena, all’ora in cui termina il passeggio nel Corso della città, piombava sulle lastre del Vicolo di Monte Pio, dopo un volo di circa 15 metri dalla finestra del suo ufficio. E lì moriva, agonizzando per venti minuti sotto gli occhi dell’unica telecamera attiva di una delle banche più importanti del mondo. Su quella morte, avvenuta all’ombra di Rocca Salimbeni la magistratura senese ha disposto per due volte l’archiviazione come suicidio.

Ora, in quella stessa data che è l’anniversario della morte di Rossi, la seconda Commissione Parlamentare di Inchiesta ha ricostruito in un video realizzato con l’Intelligenza Artificiale, gli ultimi secondi della vita di David Rossi, alle prese con due aggressori che poi lo avrebbero trattenuto fuori dalla finestra e infine, dopo una colluttazione, lasciato piombare nel vuoto. Le sembianze del volto, seppure gli algoritmi non abbiano lavorato alla perfezione, fanno impressione. Soprattutto ai familiari, il fratello Ranieri Rossi, la figlia Carolina Orlanid. Mentre la moglie, Antonella Tognazzi, lascia la sala prima della proiezione delle immagini.

Rimane ancora da capite se e quando la Procura della Repubblica di Siena aprirà una nuova indagine in conseguenza delle perizie presentate dalla Commissione Parlamentare. O se interverrà la DDA, visto che la Commissione ha inviato documenti e verbali anche alla Direzione Antimafia.

La Perizia

Il colonnello del RIS dei Carabinieri, Adolfo Gregori, già il 9 dicembre scorso aveva presentato una perizia che stabiliva l’insussistenza della tesi del suicidio. Ulteriori perizie sono stati affidate allo stesso Colonnello Gregori e al medico legale Robbi Menghi. Questa la loro conclusione: “Le risultanze tecniche e scientifiche convergono nel delineare uno scenario in cui David Rossi, prima di precipitare, si trovava sospeso all’esterno della finestra, trattenuto per il braccio sinistro, con, almeno nell’ultima fase, da due mani che stringono il polso. La rottura dell’orologio e le specifiche lesioni al polso e al gomito sinistro sono coerenti con una dinamica di forte trazione e afferramento nel tentativo di sostenere o contrastare la caduta del soggetto, escludendo che tali danni siano stati prodotti dall’impatto al suolo. Prova ne è la presenza della cassa dell’orologio e del cinturino in caduta con il corpo rinvenuti dall’esame attento del video”.

Così, la Commissione Parlamentare ha scritto nella relazione: “In merito agli istanti precedenti la morte di David Rossi, le risultanze tecniche e scientifiche della prima perizia del tenente colonnello Adolfo Gregori in forza ai RIS di Roma e del dottor Robbi Manghi, medico legale, in merito alle lesioni sul polso di David Rossi ricostruiscono uno scenario chiaro, nel quale David Rossi, prima di precipitare, si trovava sospeso all’esterno della finestra del proprio ufficio, trattenuto per entrambi i polsi e negli ultimi istanti solo per il braccio sinistro, con mani di terzi che stringono il polso.

La rottura dell’orologio e le specifiche lesioni al polso e al gomito sinistro sono coerenti con una dinamica di forte trazione e afferramento nel tentativo di sostenere e contrastare la caduta del soggetto nel tentativo di farlo rientrare, escludendo che tali danni siano stati prodotti dall’impatto al suolo, sia per la tipologia delle lesioni riscontrate, che non sono compatibili con un solo impatto della cassa al suolo ma invece abbiano necessitato di più azioni ripetute come indicato dal dottor Manghi, sia per gli esiti della perizia sul video della caduta, dove viene rinvenuto dal tenente colonnello Gregori l’orologio in volo e quindi accertato come questo non fosse più al polso di David Rossi al momento della caduta ma invece già separato, con la cassa d’acciaio caduta qualche istante prima e il cinturino invece qualche istante dopo David Rossi. A riconferma di ciò il tenente colonnello Gregori si è recato a Siena per verificare che anche l’ombra del cinturino in volo, immortalata dal video di sorveglianza, corrispondesse come metrica e angolazione, trovando piena corrispondenza a distanza di 12 anni.

Sulla base di tale perizia, dunque, è stato chiarito definitivamente come non possa essersi trattato di suicidio e che le ferite al polso siano state formate da uno o più soggetti terzi, escludendo quindi, in forza di questo nuovo dirimente elemento, tutte le precedenti ipotesi avanzate negli anni circa una possibile causazione delle stesse a seguito dell’impatto al suolo.

La Commissione ha poi incaricato i propri consulenti di una seconda perizia, che è stata eseguita dal dottor Robbi Manghi con il supporto, per gli aspetti tecnici, del tenente colonnello Gregori, in merito alle lesioni sul corpo di David Rossi non compatibili con la precipitazione e alle possibili modalità di uscita dalla finestra dello stesso. La prima parte della perizia, ad oggi già depositata e illustrata alla Commissione nella seduta del 24 febbraio 2026, ha preso in esame le lesioni che da sempre, tutti i periti intervenuti sia in sede di indagine della magistratura, sia della precedente Commissione, hanno ritenuto incompatibili con la caduta, sia per la tipologia, sia per la localizzazione sul corpo. Da un esame attento delle stesse e dell’intero ufficio di David Rossi è emerso come sussista una piena compatibilità tecnica e morfologica tra la barra di protezione e il filo anti-volatile con le lesioni rinvenute sul volto di David Rossi”.

Le dichiarazioni dei familiari e dei legali

Tognazzi, la moglie e Carolina Orlandi, la figlia: “Questo è forse il primo anniversario in cui sentiamo le istituzioni dalla nostra parte, finora il dolore è stato doppio perché ogni 6 marzo rappresenta il giorno in cui abbiamo perso David, oggi finalmente sentiamo parlare di omicidio in un modo senza timori e soprattutto con delle prove scientifiche alla base,  quindi per la prima volta ci sentiamo di nuovo con un po’ di speranza. La prossima tappa è scoprire il perché dell’omicidio, ci sono diverse piste, noi non ne escludiamo nessuna; scoprire perché e chi ha voluto che David morisse. Questa è assolutamente una tappa, non è un traguardo, quella di oggi è una fase di passaggio che era dovuta e non dovevano passare 13 anni per questo”.

Paolo Pirani legale di Ranieri Rossi, fratello di David: “Oggi la Procura di Siena ha il dovere di iscrivere un fascicolo per omicidio sul caso di David Rossi, non è più il momento di parlare su come è morto, ma ci si deve attivare per capire chi lo ha ucciso; ora mi aspetto che le indagini vengano affidate a qualche polizia giudiziaria che non sia dell’ambiente senese”.

Carmelo Miceli, avvocato della moglie e della figlia di David Rossi: “Abbiamo inviato alla Procura della Repubblica di Siena un’ostanza di riapertura delle indagini per omiicidio. Le notizie che arrivano parlano di un modello 45, ma per i componenti della famiglia è come tante altre iscrizioni che in questi lunghissimi anni ci sono state e che non hanno mai portato a indagati per omicidio, né hanno mai portato la famiglia al riconoscimento di un reale contraddittorio. Pretendiamo che l’istanza di riapertura per omicidio sia presa sul serio e venga valutata con un’iscrizione a modello 44”.

Il movente

Commissione Parlamentare di Inchiesta, il motivo al possibile movente della drammatica aggressione a David Rossi, sfociata nel volo mortale, scrive chiamando in causa interessi della ‘ndrangheta. Ecco il testo: “Rimane quindi da individuare con certezza il movente di un tale accadimento. David Rossi, nella sua qualità di responsabile delle comunicazioni esterne e istituzionali del Monte dei Paschi di Siena, era però anche responsabile di tutta l’attività di raccolta pubblicitaria, pubblicità istituzionale e delle sponsorizzazioni, esprimeva a tal proposito le valutazioni preliminari da sottoporre al Consiglio di MPS per l’erogazione del relativo denaro, per importi di circa 50 milioni di euro l’anno. I principali beneficiari di queste sponsorizzazioni erano il Calcio Siena, la Mens Sana Basket di Siena e il Rugby Viadana, tutte all’epoca in serie A, società sulle quali si sta concentrando parte del lavoro di questa Commissione attraverso verifiche attinenti inchieste giudiziarie coeve e storie societarie.

Lo stesso David Rossi, inoltre, durante l’ultimo periodo frequentava anche la città di Mantova, per essere egli vicepresidente della Fondazione internazionale d’arte e cultura di Palazzo Te. Si sono svolte inoltre indagini in merito alla sequenza numerica rinvenuta la notte della morte di David Rossi, la 4099009, che corrisponde al codice identificativo di un certificato di credito al portatore in essere presso una filiale di GE Capital, poi Banca Popolare di Puglia e Basilicata situata a Viadana, in provincia di Mantova.

Peraltro, il codice identificativo in parola compare in un corposo elenco di titolari di certificati di deposito ordinari pubblicato il 10 ottobre 2012 da GE Capital, una società del gruppo General Electrics, ex Interbanca, perché gli eventuali titolari o detentori si presentassero agli sportelli per reclamarli prima che scadessero, in modo tale che non confluissero nelle disponibilità dei fondi pubblici che erano gli utilizzatori di questo genere di titoli non reclamati.

Soggetti sentiti come persone informate sui fatti nell’ambito del procedimento penale n.1339/2017 mod. 45 affermano che David Rossi avrebbe quanto meno conosciuto la persona di “Antonio Muto” ovvero “Antonio Muti” n.m.i., originario del crotonese, presumibilmente legato alla ’ndrangheta ed operante nel settore costruzioni/immobili/terreni nella zona del mantovano. Uno dei soggetti sentiti ha affermato in atti di aver incontrato una persona presentatasi come Antonio Muto, che gli avrebbe detto di aver conosciuto personalmente David Rossi, di averlo accompagnato a Roma, circa dieci mesi prima del decesso, con cadenza settimanale o mensile e di avere avuto addirittura un appuntamento con lui il giorno della sua morte alle ore 18”.

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