Addio a Gino Paoli, poeta della canzone d’autore: aveva 91 anni
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Addio a Gino Paoli, poeta della canzone d’autore: aveva 91 anni

Dalla scuola genovese al successo mondiale: scompare una delle voci più profonde e controverse della musica italiana.

Addio a Gino Paoli, poeta della canzone d’autore: aveva 91 anni
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24 Marzo 2026 - 13.15 Culture


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Con la morte di Gino Paoli si chiude un capitolo fondamentale della canzone d’autore italiana. Aveva 91 anni e, a partire dagli anni Sessanta, è stato uno dei protagonisti assoluti di quella stagione irripetibile che ha ridefinito linguaggi, temi e sensibilità della musica popolare nel nostro Paese.

Insieme a Fabrizio De André, Luigi Tenco, Bruno Lauzi e Umberto Bindi, Paoli dà vita a quella che sarà definita la “scuola genovese”: un laboratorio creativo che trasforma la canzone in racconto esistenziale e poesia quotidiana. Proprio con Tenco vivrà uno dei rimpianti più grandi della sua vita, legato alla tragica notte della sua morte.

L’esordio arriva nel 1959, ma è con La gatta e soprattutto con Il cielo in una stanza che Paoli entra nella storia. Il brano, portato al successo da Mina grazie anche all’intuizione di Mogol, diventa un classico senza tempo, capace di raccontare l’intimità amorosa con una forza evocativa allora inedita.

Gli anni Sessanta sono anche quelli delle passioni sentimentali: la relazione con Ornella Vanoni ispira canzoni come Senza fine, mentre quella con Stefania Sandrelli — intensa e discussa — segna profondamente la sua vita privata e artistica.

Nel 1963 arriva il trionfo di Sapore di sale, simbolo di un’Italia sospesa tra sogno e leggerezza. Ma dietro il successo si nasconde una fragilità profonda. Nello stesso anno, Paoli tenta il suicidio: un gesto estremo che segna uno spartiacque nella sua esistenza. Sopravvive, ma porterà per sempre nel corpo una pallottola mai rimossa, metafora concreta di una ferita interiore mai del tutto rimarginata.

Per anni Gino Paoli non sarà più sotto i riflettori, ricomincia a suonare in Liguria, ma il ritorno avviene negli anni Settanta e Ottanta, tra nuove canzoni e collaborazioni, fino al successo di Una lunga storia d’amore, che lo riporta al grande pubblico.

Negli anni Novanta e Duemila continua a scrivere e a esibirsi, ottenendo nel 2002 un riconoscimento importante al Festival di Sanremo con Un altro amore. Torna più volte sul palco dell’Ariston e nel 2004 riceve il premio alla carriera. La sua lunga collaborazione con Ornella Vanoni si rinnova anche in età matura, tra tour e progetti comuni.

Nel 2013 diventa presidente della SIAE, impegnandosi nella difesa del diritto d’autore, ma lascia l’incarico due anni dopo a seguito di vicende giudiziarie.

Gino Paoli ha incarnato come pochi altri l’idea dell’artista imperfetto e profondamente umano: capace di toccare vette di poesia altissime e, allo stesso tempo, di smarrirsi nelle proprie inquietudini. Le sue canzoni restano come frammenti di vita vissuta, confessioni intime diventate patrimonio collettivo. Con lui se ne va una voce che non ha mai cercato di piacere a tutti, ma che proprio per questo ha saputo dire qualcosa di vero — e per questo, ancora oggi, necessario.

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