Il turismo subacqueo viene spesso promosso come pratica sostenibile. In realtà un recente studio pubblicato sulla rivista Conservation Letters, realizzato da un gruppo di ricercatori del Thriving Ocean Reserch Hub dell’Università di Sydney, rivela quanto invece sia nocivo proprio per gli ecosistemi marini, di per sé caratterizzati da un’estrema fragilità.
Sono stati analizzati i comportamenti di 700 sub in diverse località di Filippine e Indonesia, dove il turismo subacqueo, con visite alla barriera corallina viene molto praticato. I dati raccolti corrispondono ad oltre 300 ore di osservazioni subacquee: da queste si evidenziano quasi 5 mila contatti tra sub e coralli. Quasi il 41% di questi ha portato danni visibili alla barriera corallina, come la rottura dei coralli, ma anche il sollevamento di sedimenti a cui può conseguire il soffocamento degli organismi che li compongono. Dei sub intervistati, la maggior parte, si sono rivelati del tutto inconsapevoli dei danni provocati.
Circa tre quarti ritengono infatti di essere al di sopra della media nella capacità di evitare il contatto con la barriera corallina, mentre i più inesperti sovrastimano del tutto le proprie abilità. L’eccessiva sicurezza si traduce in un divario notevole tra percezione del danno e realtà di questo: infatti i sub intervistati hanno sottostimato di quasi 5 volte la frequenza con la quale siano entrati in contatto con i coralli. Un’ulteriore aggravante dei comportamenti dannosi sono l’uso di guanti, di fotocamere subacquee, ma anche gli incontri con altri animali marini. Questi infatti si sono ormai abituati alla presenza umana ed hanno aumentato del 220% i contatti volontari, mentre quelli involontari sono aumentati dell’85%. Tali pratiche fanno si che i danni alla barriera corallina siano saliti del 106%.
Il dottor Bing Lin, a capo dello studio, pur riconoscendo che in turismo sia fondamentale per le economie di molti di questi paesi che si affacciano sull’oceano, afferma però sia necessari infondere consapevolezza, e solo così si potrà rimediare al problema: “Il turismo è fondamentale per molte economie costiere, ma senza cambiamenti nel comportamento dei sub, nella formazione e negli standard del settore, rischia di compromettere gli ecosistemi da cui dipende. Innanzitutto, è fondamentale che i sub comprendano di essere parte del problema, prima di poterli convincere a diventare parte della soluzione”.
Servono quindi urgentemente delle contromisure, al fine di ridurre i rischi di degrado della barriera corallina, come addestramenti subacquei più accurati, controlli più severi sulle attrezzature utilizzate e standard più elevati per la certificazione degli operatori.
