Bologna: l’Arlecchino non diventerà un multisala
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Bologna: l’Arlecchino non diventerà un multisala

Lo storico cinema di via Lame resterà una monosala da 460 posti e sarà interessato da un nuovo piano di investimenti tecnologici e strutturali.

Bologna: l’Arlecchino non diventerà un multisala
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3 Ottobre 2026 - 12.21 Culture


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Il cinema di via Lame, storico punto di riferimento per la cultura cinematografica bolognese, resterà una monosala da 460 posti e sarà rilanciato attraverso nuovi investimenti tecnologici e strutturali. L’immobile è stato acquistato da I Wonder Pictures, All At Once e Pop Up Cinema grazie anche a un finanziamento di Banca di Bologna di circa 800mila euro, della durata di dieci anni, destinato in parte agli interventi di ristrutturazione.

«L’Arlecchino è un posto del cuore», ha sottolineato il direttore generale di Banca di Bologna, Alberto Ferrari, spiegando che l’istituto ha sostenuto l’operazione nell’ambito del rapporto con il gruppo guidato da Andrea Romeo.

Fondatore e direttore editoriale di I Wonder Pictures, Andrea Romeo ha ribadito la volontà di mantenere la sala nella gestione di Pop Up Cinema, che già gestisce quattro cinema a Bologna. «Non vogliamo frazionarla per farne una speculazione», ha dichiarato, annunciando per il 2027 il passaggio alla proiezione in 4K laser e ulteriori interventi sull’impianto audio, sugli impianti tecnici e sull’area bar.

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Il rilancio arriva dopo una crescita progressiva degli spettatori. Nel 2019, prima della chiusura, l’Arlecchino aveva registrato circa 27mila presenze; nel 2025 gli spettatori sono saliti a 36.700, mentre per il 2026 è previsto un ulteriore incremento del 30%.

La sala continuerà inoltre a ospitare manifestazioni e appuntamenti culturali, tra cui i festival Il Cinema Ritrovato e Biografilm, oltre alle iniziative promosse da associazioni e istituzioni del territorio.Durante l’incontro è stato confermato anche l’impegno sul cinema Fulgor, dove sono già iniziati i lavori di strip out e proseguono gli approfondimenti progettuali in vista del successivo intervento di restauro.

L’operazione è stata accolta positivamente anche dall’amministrazione comunale. Il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, l’ha definita «una buona notizia», sottolineando il ruolo delle sale cinematografiche come «infrastrutture culturali e luoghi di socialità».

Sulla stessa linea Gianluca Farinelli, direttore della Cineteca di Bologna, che ha evidenziato come la città rappresenti un caso in controtendenza rispetto alla crisi che sta interessando numerose sale storiche italiane. «Bologna è una città in controtendenza: le sale non solo non chiudono, ma rientrano», ha osservato, sottolineando l’importanza degli investimenti nel settore: «Quando scompare una sala cinematografica scompare una parte di pubblico».Per Farinelli, l’Arlecchino rappresenta quindi «non solo un presidio culturale per Bologna, ma anche un modello di collaborazione tra pubblico e privato».

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