La storia di Ivo Bitetti, il tesserato della Lazio che arrestò Benito Mussolini in fuga
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La storia di Ivo Bitetti, il tesserato della Lazio che arrestò Benito Mussolini in fuga

Ivo Bitetti era un pallanuotista della Lazio che il 27 aprile 1945 contribuì all'arresto di Benito Mussolini, mentre tentava la fuga dall'Italia travestito da militare tedesco. Ecco la sua storia.

La storia di Ivo Bitetti, il tesserato della Lazio che arrestò Benito Mussolini in fuga
Ivo Bitetti, tesserato della S.S.Lazio
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30 Aprile 2024 - 10.04


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Il 25 Aprile 1945 segnò la fine dell’occupazione nazista e del regime fascista di Benito Mussolini, che morirà tre giorni più tardi. In pochi, però, conoscono la storia della cattura del Duce e di chi fu uno tra i protagonisti del celebre arresto. Ivo Bitetti era un pallanuotista della S.S.Lazio, qualche mese più tardi sarebbe anche diventato Campione d’Italia, ma la storia per lui aveva un’impresa ben più importante in serbo.

Ivo era nato a Roma nel 1919, il padre Olindo era tra i pionieri e fondatori della S.S. Lazio, nata nel 1900 nella Capitale. Quel pomeriggio del 27 aprile, mentre risaliva affiancato dai partigiani la colonna di automezzi ormai ferma fin dall’alba lungo la Via Regina, fu chiamato dai partigiani stessi, perché conosceva bene il tedesco e poteva dare una mano nelle traduzioni e nell’identificazione dei militari fermati. Alla fine della lunga coda di auto, in una specie di camioncino, nascosto sotto un elmetto tedesco si trovò davanti proprio Benito Mussolini. 

«Il Capo… ci sta il Capo!», disse il copilota del mezzo a Bitetti, che chiese aiuto al partigiano Giuseppe Negri per ispezionare il veicolo e smascherare così Mussolini.  L’arresto del Duce ha quindi come protagonista principale uno sportivo, romano, antifascista e tesserato per la polisportiva Lazio.  

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