Il Grand Slam Originale: Ripercorrendo 900 Anni di Storia del Tennis Il Grand Slam Originale: Storia del Tennis
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Il Grand Slam Originale: Ripercorrendo 900 Anni di Storia del Tennis

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Il Grand Slam Originale: Ripercorrendo 900 Anni di Storia del Tennis
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15 Gennaio 2026 - 15.46


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Il ruggito della folla all’Arthur Ashe Stadium, il bianco immacolato del Centre Court di Wimbledon, la polvere rossa di Roland Garros: queste sono le cattedrali moderne del tennis. Ma lo sport che conosciamo oggi, uno spettacolo globale da miliardi di dollari, ha radici che si estendono per quasi un millennio, ben oltre l’istituzione del primo Grande Slam.

Per apprezzare veramente la potenza e il prestigio del gioco moderno, bisogna viaggiare indietro fino ai suoi improbabili inizi: non su un prato curato, ma in un Jeu de Paume (gioco del palmo) grezzo e con alte mura, giocato per la prima volta da monaci francesi e poi adottato dai re.

La Partita Medievale: Dai Monaci ai Monarchi

La storia del tennis comincia nella Francia del XII secolo. Il gioco originale, il jeu de paume, era inizialmente un semplice sfogo fisico in cui i monaci si lanciavano una palla avanti e indietro usando le mani nude. Questo passatempo si diffuse rapidamente, evolvendosi velocemente nei due secoli successivi.

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Il passaggio da un’attività monastica a un’ossessione reale comportò due innovazioni chiave:

  • La Racchetta: I giocatori prima indossarono guanti, poi usarono rozze mazze simili a pagaie, prima di sviluppare finalmente la racchetta incordata verso la fine del XV secolo.
  • Il Campo: Il gioco si spostò al chiuso in campi specializzati con soffitti alti e architettura intricata, noti come Real Tennis (o Court Tennis negli Stati Uniti).

Nel XVI secolo, il Real Tennis raggiunse il suo apice. Re Enrico VIII d’Inghilterra ne era un devoto giocatore e commissionò il campo di Hampton Court Palace, che è ancora oggi in uso. In Francia, il gioco era così popolare che le strade parigine ospitavano, secondo quanto riferito, centinaia di campi. Lo sport divenne una parte intrinseca della vita di corte, dove le scommesse erano consistenti e lo status sociale era in gioco.

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Il gioco è persino entrato nella storia mondiale. Nel giugno 1789, esclusi da una riunione, i membri del Terzo Stato francese si radunarono nella Sala della Pallacorda a Versailles e prestarono il famoso Giuramento della Pallacorda, un momento cruciale che diede il via alla Rivoluzione Francese. In quell’istante, un gioco reale divenne un simbolo di resilienza e cambiamento popolare.

Decifrare il Punteggio: Love e Deuce

L’eccentrico sistema di punteggio del tennis—15, 30, 40, Gioco—è uno dei suoi misteri storici più duraturi e collega direttamente il gioco moderno alle sue origini medievali.

  • I 15: La teoria più popolare suggerisce che il punteggio iniziale fosse tracciato utilizzando il quadrante dell’orologio, con un movimento di un quarto d’ora che indicava un punto: 15, 30 e 45.
  • Il 40: Il “45” fu probabilmente abbreviato in 40 per semplificare la chiamata dei punteggi e per poter gestire la regola del deuce all’interno del ciclo di 60 minuti del quadrante.
  • Love: Il termine per zero (zero in inglese è “love”) deriva probabilmente dalla parola francese per “l’uovo”, l’œuf, poiché un uovo assomiglia visivamente al numero zero. Gli inglesi confusero la pronuncia di l’œuf con “love.”
  • Deuce: Questa è una chiara derivazione della frase francese à deux le jeu, che significa “il gioco a entrambi” o “servono due punti”. Significa che un giocatore ha bisogno di due punti consecutivi per vincere il gioco da quella posizione di parità.

Le Poste in Gioco Originali

Durante l’apice del Real Tennis, le scommesse erano comuni tra nobiltà e spettatori. Mentre le scommesse moderne sono altamente regolate e basate su complesse analisi di dati, le versioni precedenti erano spesso scommesse dirette sulla partita. Per una tipica gara di oggi, le quote del tennis sono calcolate fino al decimale, utilizzando una combinazione di forma del giocatore, preferenza della superficie e precedenti testa a testa. Nel XVI secolo, le quote si basavano puramente sulla reputazione e sulla conoscenza locale, riflettendo le immense poste sociali legate alla vittoria o alla sconfitta. Spesso era in gioco l’orgoglio di un re, non solo il premio in denaro.

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La Rinascita: Il Maggiore Wingfield e il Lawn Tennis

Nel XVIII secolo, la complessità e l’alto costo della costruzione e manutenzione dei campi da Real Tennis portarono a un declino della sua popolarità. Il gioco fu ampiamente ripreso e reso popolare grazie a una singola, brillante innovazione nell’Inghilterra vittoriana.

Nel 1874, il Maggiore Walter Clopton Wingfield brevettò l’attrezzatura e le regole per Sphairistiké (greco per “gioco con la palla”), una versione del tennis che poteva essere giocata all’aperto su un semplice prato. Il genio di Wingfield fu nel creare un set portatile in scatola, completo di rete, pali e l’elemento cruciale: la palla in gomma vulcanizzata. A differenza delle palle pesanti e solide del Real Tennis, la palla di gomma rimbalzava in modo affidabile sull’erba, rendendo lo sport immediatamente accessibile e trasportabile.

Nel giro di soli tre anni, il gioco si consolidò. Nel 1877, l’All England Croquet and Lawn Tennis Club tenne il primo Campionato di Wimbledon, principalmente per raccogliere fondi per l’attrezzatura da croquet del club. Le prime regole, stabilite dal comitato del club, standardizzarono il campo rettangolare e l’altezza della rete, sostituendo il design a clessidra iniziale di Wingfield.

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L’Era Open: Arriva il Grande Slam

Il concetto di “Grande Slam” non esisteva fino agli anni ’30. I quattro tornei principali—Wimbledon (1877), gli US Open (1881), il French Open (1891, aperto ai giocatori internazionali nel 1925) e gli Australian Open (1905)—furono istituiti a decenni di distanza l’uno dall’altro.

Il termine stesso fu preso in prestito dal gioco di carte Contract Bridge. Quando il giocatore australiano Jack Crawford vinse i primi tre dei quattro campionati principali nel 1933, il giornalista sportivo Alan J. Gould suggerì che una vittoria nel Campionato degli Stati Uniti sarebbe stata “qualcosa di simile a segnare un grande slam sui campi, raddoppiato e vulnerabile.” Il nome rimase, definendo il massimo risultato nello sport.

La rivoluzione finale arrivò nel 1968 con l’avvento dell’Era Open. Prima di ciò, lo sport era rigidamente diviso: i dilettanti giocavano nei campionati principali, mentre i professionisti erano relegati a tournée non ufficiali. La pressione commerciale e l’aumento del “finto dilettantismo” (dove i dilettanti prendevano segretamente denaro) portarono infine i quattro Major a consentire ai professionisti di competere, segnando il vero inizio del tennis moderno, degli enormi premi in denaro, dei tour globali e delle intense rivalità che celebriamo oggi.

Dalla pallamano di un monaco a un giuramento rivoluzionario, e dalla creazione della palla di gomma ai contratti multimilionari dell’Era Open, la storia del tennis è un’evoluzione continua. I campioni del Grande Slam moderni poggiano sulle spalle dei re medievali che per primi chiesero “Tenez!”—il termine francese per “Prendila!”—un grido che ha riecheggiato attraverso i secoli e ha dato al mondo il suo sport di racchetta più duraturo.

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