Gianluca Rocchi indagato per frode sportiva: le indagini si concentrano sulla stagione 2024/25

Gianluca Rocchi sarebbe indagato per frode sportiva. Nella serata di ieri, il designatore arbitrale avrebbe ricevuto un avviso di garanzia. Le indagini degli inquirenti si concentrano sulla stagione 2024/25.

Gianluca Rocchi indagato per frode sportiva: le indagini si concentrano sulla stagione 2024/25
Gianluca Rocchi
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25 Aprile 2026 - 14.38


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Gianluca Rocchi sarebbe indagato per frode sportiva. Nella serata di ieri, il designatore arbitrale avrebbe ricevuto un avviso di garanzia. Le indagini degli inquirenti si concentrano sulla stagione 2024/25 e l’ipotesi di reato sarebbe la stessa già emersa vent’anni fa ai tempi di “Calciopoli”, che sconvolse il calcio italiano.

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Dagli ambienti arbitrali, tuttavia, non emergerebbe particolare preoccupazione: uno degli episodi contestati sarebbe già stato archiviato dalla giustizia sportiva, mentre sull’altro caso sarebbe stata garantita piena trasparenza, anche grazie alla diffusione dell’audio integrale su OpenVar e al riconoscimento dell’errore commesso.

Al centro dell’inchiesta ci sarebbero alcune partite della passata stagione, a partire da Udinese-Parma.

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Il caso di Udinese-Parma

L’episodio sotto esame riguarda un possibile calcio di rigore per fallo di mano. In sala VAR si analizzano le immagini: inizialmente Daniele Paterna esprime dubbi sull’assegnazione del penalty, ritenendo il braccio non fuori dalla sagoma. Poco dopo, però, cambia posizione e comunica: “È rigore”. L’indicazione viene trasmessa all’arbitro Fabio Maresca, con la raccomandazione di procedere all’on field review. Il direttore di gara segue il suggerimento e assegna il rigore, poi decisivo per la vittoria dell’Udinese contro il Parma grazie al gol di Thauvin.

Resta aperto il quesito su cosa abbia determinato il cambio di valutazione di Paterna. Secondo l’esposto presentato da Domenico Rocca, poi archiviato in sede sportiva, il designatore Gianluca Rocchi avrebbe attirato l’attenzione della sala VAR bussando alla vetrata della stanza, dove si trovavano Paterna e l’assistente Sozza. Paterna è stato successivamente ascoltato come testimone in Procura, ma la sua deposizione si sarebbe interrotta quando il magistrato ha ritenuto alcune sue dichiarazioni non coerenti con le immagini, aprendo così anche un profilo di possibile falsa testimonianza.

Va ricordato che il regolamento prevede l’isolamento della sala VAR, senza possibilità di interferenze esterne, pur essendo presente una vetrata attraverso cui è visibile l’attività degli operatori.

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Il caso Inter-Verona

Tra le partite sotto osservazione figura anche Inter-Verona dell’8 gennaio 2024. In quell’occasione non venne sanzionato un colpo di gomito di Bastoni su Duda a palla lontana, poco prima del gol decisivo di Frattesi.

L’episodio è stato successivamente analizzato da OpenVar, con la pubblicazione degli audio tra l’arbitro Fabbri e la sala VAR di Lissone. Nel confronto emergono valutazioni contrastanti sull’azione e sulla gestione del contatto, fino alla conferma finale della regolarità del gol. La stessa commissione arbitrale, a posteriori, avrebbe riconosciuto l’errore di valutazione, ritenendo che la rete sarebbe dovuta essere annullata.

Le verifiche in corso

Il dubbio centrale dell’inchiesta riguarda l’eventuale mancata on field review in alcune situazioni chiave e la corretta applicazione del protocollo VAR. Le indagini sono ancora in corso e dovranno stabilire se si tratti di errori tecnici o di profili più gravi.

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