di Enea Russo
Il vincitore della 71ª edizione della Champions League è il Paris Saint-Germain. La finale si è disputata a Budapest tra PSG e Arsenal. La partita è cominciata in maniera in aspettata, con il club londinese che è subito passato in vantaggio. Al quinto minuto un errore in fase di costruzione ha favorito Kai Havertz, divenuto così autore del primo gol della partita dopo aver battuto Safonov. Gli uomini di Luis Enrique cercano di reagire, ma la difesa dei Gunners è solida e riesce a spezzare il ritmo dei francesi.
Con il passare dei minuti, la partita aumenta d’intensità, con il PSG che cerca di sfondare contro un Arsenal sempre più chiuso nella propria metà campo, riuscendo però a preservare il vantaggio per tutti i primi 45 minuti.
Nel secondo tempo il copione cambia: il club londinese pressa i parigini per impedire loro di costruire il gioco, chiudendo tutti gli spazi. Tuttavia, il PSG continua a mantenere il possesso del pallone e al 61° minuto riesce a cambiare le sorti della partita. Uno scambio tra Dembélé e Kvaratskhelia mette in crisi la difesa dei Gunners; il fallo di Mosquera su Kvaratskhelia provoca un calcio di rigore che Dembélé trasforma in gol, spiazzando Raya e riportando il risultato in parità.
Dopo il pareggio, entrambe le squadre si allungano, lasciando maggiori spazi alle ripartenze, ma i difensori prevalgono sugli attaccanti fino al termine dei tempi regolamentari, che si concludono con un’occasione sfumata per il PSG.
Ai tempi supplementari l’Arsenal sembra essere più in forma, ma non riesce a incidere. Al termine della partita entrambe le squadre sono senza energie e, con il risultato bloccato sull’1-1, si decide tutto ai calci di rigore. Dagli undici metri, Raya para il tiro di Nuno Mendes, ma le conclusioni di Eze e Gabriel terminano fuori, consegnando la Coppa dalle Grandi Orecchie ai parigini.
Nonostante la sconfitta, gli uomini di Arteta si sono rivelati molto più ostici del previsto, concedendo la vittoria soltanto ai calci di rigore. Il PSG, invece, si è riconfermato come la squadra più forte d’Europa, una vera e propria macchina perfetta costruita da Luis Enrique, che conquista così la sua terza Champions League.
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