Uefa, le Confederazioni asiatica e di centro e Nord America per le dimissioni di Infantino: "Ha tradito la fiducia"

Le tre confederazioni accusano il presidente della Fifa di aver "spezzato la fiducia attraverso l'inganno" e condannano il suo rifiuto di riconoscere che il progetto non avrebbe mai dovuto essere lanciato unilateralmente.

Uefa, le Confederazioni asiatica e di centro e Nord America per le dimissioni di Infantino: "Ha tradito la fiducia"
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11 Agosto 2026 - 13.03


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La Uefa (Union of European Football Associations, l’organismo che governa il calcio europeo), la AFC (Asian Football Confederation, la confederazione calcistica asiatica) e la Concacaf (Confederation of North, Central America and Caribbean Association Football, la confederazione di Nord America, Centro America e Caraibi) si preparano a chiedere le dimissioni di Gianni Infantino dalla presidenza della Fifa (Fédération Internationale de Football Association), dopo aver firmato una lettera aperta nella quale invocano una “leadership al servizio del calcio, non una leadership che cerchi di comandarlo”.

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È una nuova e drammatica escalation nello scontro che rischia di spaccare il calcio mondiale, esploso dopo la rivelazione dei dettagli del fallito progetto Football Forward Enterprise (FFE), promosso dall’organizzazione presieduta da Infantino.

Le tre confederazioni accusano il presidente della Fifa di aver “spezzato la fiducia attraverso l’inganno” e condannano il suo rifiuto di riconoscere che il progetto non avrebbe mai dovuto essere lanciato unilateralmente.

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Le tre organizzazioni hanno già avviato discussioni preliminari sulla possibilità di organizzare nuove competizioni, mentre la Uefa ha ribadito le proprie minacce di boicottare gli eventi della Fifa. Nello scenario attuale, il Mondiale femminile Under 20 del prossimo mese potrebbe disputarsi senza le nazionali europee, mentre vengono valutate alternative.

La lettera è firmata dal presidente della Uefa, Aleksander Ceferin, dal presidente della AFC, Sheikh Salman bin Ibrahim Al Khalifa, e dal presidente della Concacaf, Victor Montagliani. Nel frattempo si sono intensificati i tentativi di individuare un candidato in grado di sostituire Infantino. Montagliani sarebbe tra i possibili candidati alla presidenza della Fifa.

“Il ruolo di guida nel calcio non è un possesso”, si legge nella lettera. “Non consiste nel detenere, o pretendere di detenere, il potere. È un dovere di servizio nei confronti della famiglia del calcio che ha affidato quella responsabilità. Quando la fiducia viene spezzata attraverso l’inganno, quando un individuo si pone al di sopra della collettività che gli ha affidato l’autorità, quel dovere è stato abbandonato.”

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I tre presidenti criticano duramente anche la risposta della Fifa alla crisi. A Rabat si era tenuta una riunione tra un ristretto gruppo di dirigenti, seguita da delle scuse di Infantino che, secondo i suoi critici, non avevano mostrato un reale pentimento per il progetto.

“Quella risposta presenta quanto accaduto come un fallimento della comunicazione, mentre ciò a cui il calcio ha assistito è stato un fallimento di giudizio”, afferma la lettera. “Non riconosce che la proposta stessa fosse fondamentalmente sbagliata. Non c’è ancora alcun riconoscimento del fatto che tentare di vendere un interesse sulla Coppa del Mondo Fifa abbia rappresentato un gravissimo errore di giudizio: non una semplice violazione delle procedure, ma una fondamentale rottura della fiducia nei confronti delle stesse istituzioni che la Fifa dovrebbe servire.”

I tre presidenti chiedono inoltre un’inchiesta indipendente sull’intera vicenda, affidata a un organismo esterno al mondo del calcio. La Fifa si era già impegnata a presentare un rapporto completo al Consiglio della Fifa nella prossima riunione prevista.

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La lettera affronta direttamente anche il timore che, con un eventuale cambio di leadership, alcune federazioni possano perdere gli aiuti finanziari ricevuti dalla Fifa.

“Non si tratta della possibilità che una federazione membro perda il sostegno che si è guadagnata, nonostante la campagna di paura rivolta contro la nostra leadership per sostenere il contrario”, affermano i tre presidenti.

La conclusione è un vero e proprio atto d’accusa contro Infantino: “C’è silenzio dove dovrebbe esserci responsabilità, distanza dove dovrebbe esserci apertura. La forza del calcio è sempre stata la sua unità. Chiediamo che questa unità venga rispettata ora, con una leadership al servizio del calcio, non una leadership che cerchi di comandarlo.”

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La battaglia per la successione

I candidati alla presidenza della Fifa dovranno ufficializzare la propria candidatura entro il 18 novembre. Le confederazioni stanno valutando tutte le possibilità per ottenere la sostituzione di Infantino, purché siano compatibili con lo statuto della Fifa e con il suo sistema di governance.

La situazione, tuttavia, è più complessa di quanto lasci intendere la lettera dei tre presidenti. All’interno delle singole federazioni affiliate alla Fifa, infatti, le posizioni sono molto meno compatte.

Fuori dall’Europa sono poche le federazioni che hanno deciso di schierarsi pubblicamente contro Infantino e soltanto una minoranza sembra intenzionata a ritirare le lettere di sostegno che gli avevano inviato in vista della sua rielezione prevista per il prossimo marzo.

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La Caf (Confederation of African Football, la confederazione calcistica africana) e la Conmebol (Confederación Sudamericana de Fútbol, la confederazione calcistica sudamericana) hanno invece espresso negli ultimi giorni il loro sostegno a Infantino.

Diverse federazioni importanti hanno scritto al presidente della Fifa chiedendogli un incontro nel quale dovrebbe spiegare le sue responsabilità e le sue decisioni riguardo al progetto FFE. Finora non è arrivata alcuna risposta. Infantino, inoltre, non avrebbe contattato direttamente le federazioni per affrontare il proprio ruolo nella crisi che sta sconvolgendo il governo del calcio mondiale.

La rivolta nel Nord e Centro America

Alla dichiarazione congiunta delle tre confederazioni ha fatto seguito un altro comunicato, sottoscritto dalla federazione calcistica statunitense, US Soccer, e dalla federazione canadese, Canada Soccer. Anche la CFU (Caribbean Football Union, l’Unione calcistica dei Caraibi) e la UNCAF (Unión Centroamericana de Fútbol, l’organizzazione calcistica dell’America Centrale) hanno chiesto un cambiamento nella governance della Fifa.

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Le quattro organizzazioni rappresentano 40 delle 41 federazioni affiliate alla Concacaf. L’unica eccezione è il Messico, una delle tre nazioni che ospiteranno i Mondiali, che venerdì scorso aveva reso pubblica la propria posizione confermando il sostegno a Infantino.

La presa di posizione di US Soccer è particolarmente significativa. La federazione statunitense era rimasta finora in silenzio, ma gli Stati Uniti puntano a ospitare il Mondiale femminile del 2031 e vogliono inoltre organizzare alcune partite del Mondiale per club del 2029.

“US Soccer, Canada Soccer, la CFU e la UNCAF sono unite, insieme ai nostri colleghi di tutto il mondo, nel chiedere un cambiamento significativo che rafforzi la governance, la trasparenza e la responsabilità della Fifa”, afferma il comunicato.

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Lo scontro attorno a Infantino entra così in una fase nuova. La frattura non riguarda più soltanto i rapporti personali tra il presidente della Fifa e alcune federazioni, ma investe direttamente gli equilibri istituzionali del calcio mondiale. Da una parte si sta formando un fronte che chiede un cambio di leadership; dall’altra Infantino conserva ancora il sostegno di importanti aree del calcio internazionale, in particolare Africa e Sud America.

La partita per la presidenza della Fifa è dunque ormai apertamente iniziata.

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