A Firenze un festival di idee e d'impegno per un futuro di uguaglianza

Si è aperto oggi a Firenze con una grande affluenza di pubblico, il Festival di Oxfam Italia Creiamo un futuro di uguaglianza, giunto alla sua 2a edizione.

A Firenze un festival di idee e d'impegno per un futuro di uguaglianza
Il festival di Oxfam
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Umberto De Giovannangeli Modifica articolo

12 Maggio 2023 - 17.25


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Divertirsi pensando. Progettando un futuro di uguaglianza. Saremo di parte, ma dateci retta: Oxfam va sostenuta. Ascoltata. Vissuta. E “festeggiata”. Ne vale la pena.

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Due giorni di festa e di pensiero

Si è aperto oggi a Firenze con una grande affluenza di pubblico, il Festival di Oxfam Italia Creiamo un futuro di uguaglianza, giunto alla sua 2a edizione.I dibattiti previsti tra studiosi, politici, scrittori, giornalisti e rappresentanti della società civile hanno registrato fin dall’inizio affluenza e partecipazione di un pubblico fortemente interessato a saperne di più sul tema della Disuguaglianza. 

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Presentato in apertura – dopo gli interventi del Vice Direttore Generale della FAO, Maurizio Martina e del Presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani – il Manifesto di Oxfam Per un futuro di uguaglianza a cui tutti possono aderire. Il Manifesto rappresenta la visione di Oxfam per costruire un futuro più giusto, corredata da proposte che permettano di ridurre gli squilibri nella distribuzione di ricchezza e reddito, ridiano valore, potere e dignità al lavoro, garantiscano la parità di genere, assicurino un’educazione inclusiva e di qualità, un accesso equo alle cure e una maggiore mobilità intergenerazionale. 

 Il Manifesto richiama la necessità di ridefinire il funzionamento dell’economia, ridisegnando profondamente le “regole del gioco” e favorendo modelli d’impresa in grado di coniugare crescita e sostenibilità, redditività e solidarietà. Ne hanno dialogato stamattina Roberto Barbieri, direttore Generale di Oxfam, Ugo Biggeri, rappresentante regionale per l’Europa della Global Alliance for Banking on Values, Giuseppe Morici, autore e vicepresidente Feltrinelli, Azzurra Rinaldi, direttrice della School of Gender Economics, e Marco Tarquinio, editorialista dell’Avvenire, con la moderazione di Cristina Privitera, caporedattrice de La Nazione.

“L’impegno di Oxfam per invertire la rotta e contribuire concretamente alla creazione di società più eque, mobili e dinamiche, riducendo e spuntando le forbici che acuiscono le differenze è chiarissimo – commenta Roberto Barbieri, direttore generale di Oxfam – Ci conforta sempre molto vedere quanti di tutti voi abbiano accolto il nostro invito al Festival, condividendo esperienze, dati e strategie perché questo finalmente inizi ad accadere, fermando un trend che sembra non solo inarrestabile, ma sempre più vertiginoso nella sua divaricazione tra chi ha e chi non ha nulla. Non c’è più niente che non sappiamo: ora è davvero giunto il momento di agire”.

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“Una società equa ed inclusiva non può non partire dalla necessità di garantire il più fondamentale di tutti i diritti: il diritto al cibo. – ha spiegato Maurizio Martina, Vice Direttore Generale FAOLa disuguaglianza nell’accesso al cibo, cioè tra chi può e chi non può mangiare, è resa ancora più drammatica dal paradosso distributivo: una fascia della popolazione che può permettersi di sprecare il cibo a fronte di un’altra a rischio fame. Il mondo produce cibo sufficiente per tutti, è nostro dovere – urgente – renderlo anche accessibile a tutti”.

IL MANIFESTO PER UN FUTURO DI UGUAGLIANZA

Sono sei gli ambiti individuati daOxfam su cui è urgente e possibile intervenire per contrastare disuguaglianze Radicate, Nocive, Destabilizzanti e Insostenibili che attraversano la nostra società. 

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Per un’equa distribuzione di reddito e ricchezza: in un Paese in cui il 10% degli italiani detiene oltre 6 volte la ricchezza della metà più povera della popolazione, serve una riforma del sistema fiscale che ne aumenti il grado di progressività ed elimini trattamenti fiscali differenziati, serve rafforzare la lotta all’evasione fiscale. 

Per ridare valore, potere e dignità al lavoroin un Paese in cui 1 lavoratore su 4 è povero, servono politiche industriali in grado di creare posti di lavoro tutelati e ben retribuiti, l’estensione erga omnes dei contratti collettivi nazionali, l’introduzione di un salario minimo legale.

Per un’educazione inclusiva e di qualità: in un Paese in cui il tasso di abbandono scolastico è all’11,5%, serve una strategia nazionale per il rafforzamento delle comunità educanti e investire in innovazione didattica.

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Per un accesso equo a cure di qualità: in un Paese in cui più di 1 italiano su 9 nel 2021 ha dovuto rinunciare a prestazioni sanitarie, serve allineare alla media europea il finanziamento del sistema sanitario nazionale, ridefinire il rapporto pubblico-privato e la governance Stato-Regioni per ridurre le disuguaglianze d’accesso e le disuguaglianze territoriali. 

Per la parità di genere: in un Paese in cui è ancora di 18 punti percentuali il divario nel tasso di occupazione tra uomini e donne, servono investimenti pubblici in infrastrutture sociali, politiche per la conciliazione vita-lavoro e la parità salariale.

Per la mobilità intergenerazionale: in un Paese in cui 1 giovane su 4 è a rischio povertà ed esclusione sociale e il suo destino è ancora fortemente condizionato dalla famiglia di origine, servono misure fiscali e dotazioni finanziarie che appianino i divari, e politiche di welfare che favoriscano l’emancipazione dei giovani.

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I vincitori del premio combattere la disuguaglianza – si può fare

In omaggio ai tanti che hanno già iniziato a prendersi cura del futuro perseguendo un presente illuminato, alle 12.00 di oggi – con la conduzione di Ilaria D’Amico –  Oxfam Italia ha assegnato il premio Combattere la disuguaglianza, si può fare, dedicato ad Alessandra Appiano, a Rosita Rijtano per il suo libro Insubordinati – Inchiesta sui rider, pubblicato da Edizioni Gruppo Abele, che ha saputo raccontare la Disuguaglianza proprio in un nuovo mestiere dove si manifesta con una evidenza che non tutti riescono a vedere o capire. Un lavoro di servizio sempre più praticato che tuttavia dovrebbe spingere chi ne usufruisce per pigrizia, gioco o comodità, a porsi le necessarie domande su compensi, garanzie, diritti e tutele di chi lo rende. Emblematica a tal proposito è la voce di Yorgos (nome di fantasia): “Pretendiamo di non vivere più come schiavi”.  Menzione speciale invece per il reportage sulla malattia mentale Un cuore matto. E solo di Lavinia Nocelli, pubblicato su il manifesto nel giugno 2022, perché occuparsene come fa questa inchiesta serve a non spegnere mai la luce su quello che istituzioni e società civile potrebbero fare in concreto a loro volta per affrontarla e curarla, magari contribuendo a prevenirne cause ed effetti.

Il premio per le organizzazioni è andato poi a Large Movements per il podcast Oltre l’arcobaleno: storie di vita tra oppressione e libertà, pubblicato su Spotify, che racconta con efficacia, emozione e partecipazione l’odissea di Abdul e di molti altri verso l’Italia e un futuro d’integrazione senza discriminazioni.

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Il riconoscimento speciale, dedicato alle aziende, è stato invece assegnato a Reynaldi Cosmetici, fondata a Torino nell’80, come laboratorio di produzione di cosmetici naturali dalla dottoressa Maria Grazia Reynaldi, prima italiana a laurearsi in cosmetologia, e molto attenta a ricerca, welfare e sociale. Dalle collaborazioni nelle zone più povere dell’Africa, al conferimento di piccoli lavori manuali, ad associazioni di persone svantaggiate, grazie al progetto Drop House nel quartiere torinese Barriera di Milano, dove 1/4 dei residenti sono migranti, alla linea cosmetica Amàla, prodotta con ingredienti coltivati sui terreni confiscati alle mafie o nelle comunità, che offrono alle persone accolte una possibilità concreta di riscatto. Dal 2019, la proprietà divide in percentuale gli utili con i lavoratori, e nel 2022 tale condivisione ha raggiunto il 50%.

Il premio è stato consegnato da Gianmarco Laviola, AD di Princes Industrie Alimentari, azienda vincitrice della prima edizione.

Crediamoci insieme

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Dal Manifesto di Oxfam: “Crediamo che ognuno di noi – nessuno escluso -abbia diritto alle stesse opportunità di realizzare il proprio percorso di vita, indipendentemente dalla propria posizione sociale, genere o provenienza geografica. Affermiamo che la giustizia sociale costituisce il principio cardine per una coesistenza pacifica e prospera per tutte e tutti.
Vogliamo combattere le disuguaglianze e i processi iniqui che permettono la concentrazione di enormi fortune
nelle mani di poche persone.
Vogliamo valorizzare l’uguaglianza nella diversità e dare impulso alla creazione di società più eque, mobili e dinamiche che possano anche contemplare le disuguaglianze, ma in cui le traiettorie e le distanze socio-economiche tra le persone non siano frutto dell’esercizio di potere indebito e non derivino da vantaggi ingiustificati.
Ci impegniamo a denunciare e combattere gli abusi di potere economico distribuito in maniera estremamente squilibrata, le forme di condizionamento delle decisioni pubbliche a tutela di interessi particolari, le barriere all’affermazione sociale, economica e politica delle donne e delle persone LGBTQI+, e tutte quelle forme, esplicite o implicite, di discriminazione e sfruttamento come quelle che si manifestano sul mercato del lavoro.
Ci impegniamo a portare aiuto concreto a chi è vittima dei conflitti, degli effetti devastanti del cambiamento climatico, a chi non ha accesso a cibo e acqua pulita e ci impegniamo a creare il cambiamento necessario affinché questo non debba più accadere.


Vogliamo un futuro in cui si ridia valore, potere e dignità al lavoro; un futuro in cui l’economia sia fondata sul rispetto dei diritti umani e dell’ambiente; un futuro in cui non si discrimini e in cui si accolga chi cerca rifugio da situazioni disumane; un futuro in cui siano garantiti servizi pubblici di qualità accessibili a tutti perché salute e istruzione sono un diritto e sono determinanti per lo sviluppo dei popoli; un futuro di pace orientato a una maggiore solidarietà internazionale anche perché le sorti di ciascun popolo sono legate a quelle di tutti gli altri.

Per cambiare la situazione attuale di disuguaglianza estrema abbiamo bisogno di affrontarla a vari livelli
e abbiamo bisogno anche del tuo contributo. Costruire in prima persona un futuro di uguaglianza
significa utilizzare il proprio tempo e la propria voce per denunciare gli abusi di potere, l’esclusione delle persone più vulnerabili e le ingiustizie del sistema economico.

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Significa saper usare il proprio potere di cittadino e di consumatore per influenzare le scelte dei decisori politici e delle aziende verso politiche e pratiche di uguaglianza, vuol dire donare risorse alle azioni concrete necessarie alla costruzione di un mondo più giusto. Un futuro di uguaglianza non è un’utopia.
Sono le nostre scelte individuali e collettive che possono determinarlo. Scegli di costruirlo insieme a noi”.

Da Firenze al mondo. Messaggio ricevuto. 

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