Nel giorno della solennità di Maria Santissima Madre di Dio e della 59ª Giornata Mondiale della Pace, papa Leone XIV ha pronunciato un’omelia fortemente incentrata sul rifiuto della violenza come strumento di salvezza del mondo. Celebrando la messa nella Basilica di San Pietro, il Pontefice ha proposto una visione della pace radicalmente alternativa alla logica della forza, del giudizio e dell’eliminazione del nemico, richiamando esplicitamente la responsabilità morale dei singoli e delle comunità.
«Il mondo non si salva affilando le spade», ha affermato il Papa, denunciando una cultura globale che tende a legittimare l’oppressione e la sopraffazione come soluzioni ai conflitti. Al centro del suo messaggio vi è l’idea che la pace non sia il risultato di equilibri armati o di rapporti di potere, ma il frutto di uno sforzo continuo e instancabile di comprensione reciproca, perdono e accoglienza, senza calcoli politici né timori.
Il richiamo assume un peso particolare in un contesto internazionale segnato da guerre, crisi umanitarie e polarizzazioni sempre più radicali. Papa Leone XIV ha insistito sulla necessità di “liberare” e “accogliere tutti”, indicando una prospettiva che supera confini, appartenenze e interessi nazionali. Un messaggio che si colloca nella tradizione del magistero pacifista della Chiesa, ma che si rivolge anche ai decisori politici e alle istituzioni internazionali, chiamati a scegliere tra la logica dello scontro e quella della riconciliazione.