Leone XIV: nel caos del mondo imparare a vedere ciò che nasce e custodire il futuro di tutti
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Leone XIV: nel caos del mondo imparare a vedere ciò che nasce e custodire il futuro di tutti

Leone XIV ha inviato un messaggio ai partecipanti alla VI Assemblea della Conferenza Ecclesiale dell'Amazzonia (CEAMA) che si è svolto nei giorni scorsi a Bogotà.

Leone XIV: nel caos del mondo imparare a vedere ciò che nasce e custodire il futuro di tutti
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Antonio Spadaro Modifica articolo

22 Marzo 2026 - 23.16


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Leone XIV ha inviato un messaggio ai partecipanti alla VI Assemblea della Conferenza Ecclesiale dell’Amazzonia (CEAMA) che si è svolto nei giorni scorsi a Bogotà. C’è una domanda in questo messaggio che merita di uscire dai contesti religiosi e arrivare fino a noi: «Sta nascendo qualcosa di nuovo: non ve ne accorgete?». È una citazione dal profeta Isaia, ma è anche una domanda semplice, ma radicale se consideriamo il nostro mondo attuale.


Perché mette in discussione il nostro modo di guardare le cose. Viviamo immersi nell’urgenza, nella cronaca che incalza, nelle crisi che si accumulano e nelle guerre. Eppure, proprio dentro questo scenario, il Papa invita a cercare i segni di ciò che nasce.


Parla dell’Amazzonia, dando seguito all’attenzione che Papa Francesco ha dato a questa area del mondo . Una terra ferita, segnata dallo sfruttamento e dal degrado. Ma anche una terra viva, attraversata da resistenze, speranze, possibilità. In realtà, ciò che accade lì riguarda tutti. Perché l’Amazzonia è uno specchio: riflette il rapporto che abbiamo con la terra, con gli altri, con il futuro.

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Leone XIV usa un’immagine potente: quella di un albero della foresta che cresce lentissimo, quasi invisibile, eppure diventa col tempo un gigante capace di sostenere la vita intorno a sé. È un invito a cambiare ritmo. A non misurare tutto sull’immediato. A riconoscere il valore dei processi lunghi, della pazienza, della cura.


E poi c’è una parola chiave: custodire. Custodire la creazione, custodire la vita, custodire i più fragili. Non è un appello solo per i credenti. È una responsabilità che riguarda tutti, perché riguarda il modo in cui abitiamo il pianeta.
Infine, è un’immagine di società: un luogo capace di tenere insieme le differenze, di proteggere senza escludere, di generare vita invece di consumarla. In tempi segnati da divisioni e paure, è una visione controcorrente.


Forse è proprio qui il cuore del messaggio di Leone in questo tempo drammatico della storia. Non aggiunge un’analisi in più alle tante che già abbiamo. Propone uno sguardo diverso. E ci lascia con una domanda aperta: siamo ancora capaci di accorgerci di ciò che nasce, oppure vediamo soltanto ciò che finisce?

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