Italia primo mercato europeo del gambling: online dominante e ricavi verso i 200 miliardi entro il 2028
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Italia primo mercato europeo del gambling: online dominante e ricavi verso i 200 miliardi entro il 2028

Analisi dei dati 2025 e prospettive verso il 2028 tra il sorpasso dell'online sulla rete fisica e le nuove sfide del riordino normativo

Italia primo mercato europeo del gambling: online dominante e ricavi verso i 200 miliardi entro il 2028
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31 Marzo 2026 - 11.00


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Sta cambiando pelle il settore del gioco pubblico in Italia. Sta cambiando ritmi, processi, strategie. Anche perché stanno cambiando abitudini e stili di gioco. Siamo nel vivo di un cambiamento segnato, in particolare, dal sorpasso storico del comparto digitale su quello fisico e da una proiezione economica che punta verso traguardi senza precedenti. 

Secondo i dati raccolti da SlotMania, nel report “Il gioco in Italia dopo 365 giorni di dati e cambiamenti. Analisi del 2025 e scenari per il 2026”, il mercato italiano si conferma il più rilevante in Europa per dimensione del Gross Gaming Revenue, con una raccolta complessiva che è passata dai 25 miliardi di euro del 2004 ai 157 miliardi del 2024. Questo trend di crescita costante, sostenuto da un incremento del 515% in vent’anni, suggerisce scenari futuri ancora più ambiziosi, con stime che prevedono il raggiungimento dei 200 miliardi di euro entro il 2028.

Il 2024 ha sancito il consolidamento del gioco online come motore trainante dell’intera industria: una raccolta di circa 92 miliardi di euro, contro i 65,3 della rete fisica, come evidenziato nel report di SlotMania. Questa transizione digitale non è solo un fenomeno di volumi, ma riflette un cambiamento radicale nelle abitudini di consumo, dove l’innovazione tecnologica e la diversificazione dell’offerta, inclusi i sistemi di acquisizione basati su bonus di benvenuto, giocano un ruolo centrale. Nonostante questo, però, il gioco fisico mantiene una funzione economica vitale, contribuendo per l’1,1% al PIL nazionale e sostenendo l’occupazione di circa 147.000 lavoratori attraverso una rete di oltre 85.000 punti vendita autorizzati.

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Fondamentale, però, sarà per il comparto la risoluzione del nodo della frammentazione normativa. L’assenza di un testo unico e la sovrapposizione di competenze tra Stato ed enti locali continuano infatti a generare incertezza operativa. La piena attuazione della Legge Delega per il riordino del settore rimane l’obiettivo principale per il prossimo biennio e, sebbene il decreto sul gioco a distanza sia già operativo, il riordino del gioco fisico ha subito ulteriori rinvii, con la nuova scadenza fissata ad agosto 2026. Uno stallo che non influisce solo sulla pianificazione industriale, ma pesa anche sulle casse dello Stato: l’avvio delle nuove concessioni per apparecchi da intrattenimento, scommesse e bingo potrebbe generare entrate superiori ai 2 miliardi di euro, secondo le stime di SlotMania.

Aldilà del peso economico, poi, c’è quello culturale, quello che riguarda la percezione sociale del settore e l’efficacia delle politiche di gioco responsabile. Nonostante gli sforzi regolatori, infatti, l’opinione pubblica associa ancora fortemente il gioco al rischio e alla dipendenza. Per rispondere a questa sfida, la normativa introdotta di recente ha reso vincolanti gli investimenti in prevenzione, obbligando i concessionari a destinare lo 0,2% dei ricavi netti a campagne informative coordinate da una regia istituzionale e supportate dall’utilizzo delle nuove tecnologie, come l’intelligenza artificiale, utilizzata da oltre il 70% degli operatori per monitorare comportamenti anomali, e la geolocalizzazione, fondamentale per garantire che l’accesso alle piattaforme avvenga solo entro i confini della legalità. 

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Perché è qui che si giocherà il futuro del gambling in Italia. Dalla capacità del sistema di bilanciare questa straordinaria espansione economica con un quadro normativo certo e una cultura della responsabilità sempre più concreta e misurabile.

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