Papa Leone XIV e la pace nel mondo fratturato: la Chiesa come ultima leadership morale globale
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Papa Leone XIV e la pace nel mondo fratturato: la Chiesa come ultima leadership morale globale

Viene trascinato nei discorsi di morte persino il Nome santo di Dio, il Dio della vita. Scompare allora un mondo di fratelli e sorelle con un solo Padre nei cieli e, come in un incubo notturno, la realtà si popola di nemici.

Papa Leone XIV e la pace nel mondo fratturato: la Chiesa come ultima leadership morale globale
Papa Leone XIV
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Riccardo Cristiano Modifica articolo

12 Aprile 2026 - 13.47


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In questo mondo fratturato esiste ancora un’istituzione globale con una leadership morale globale? Ancora prima che cominciasse la recita del rosario in piazza San Pietro in occasione della vegli di preghiera per il dono della pace di ieri sera, papa Leone XIV ha risposto affermativamente a questa domanda: “vogliamo dire a tutto il mondo che è possibile costruire la pace, una pace nuova; che è possibile vivere insieme con tutti i popoli di tutte le religioni, di tutte le razze; che noi vogliamo essere discepoli di Gesù Cristo uniti come fratelli e sorelle, uniti tutti in un mondo di pace”.

C’è Martin Luther King oltre all’ l’enciclica “Fratelli tutti”,  c’è anche Dorothy Day nel suo breve saluto di ieri, prima della recita della recita del Rosario. Dunque c’è stato molto della cultura cristiana americana, quella che oggi dalle stanze del potere non si sente più. 

Dopo la recita le sue parole hanno indicato senza mezzi termini chi ha voltato le spalle a Dio: “ Gli equilibri nella famiglia umana sono gravemente destabilizzati. Viene trascinato nei discorsi di morte persino il Nome santo di Dio, il Dio della vita. Scompare allora un mondo di fratelli e sorelle con un solo Padre nei cieli e, come in un incubo notturno, la realtà si popola di nemici. Ovunque si avvertono minacce, invece di chiamate all’ascolto e all’incontro. Fratelli e sorelle, chi prega ha coscienza del proprio limite, non uccide e non minaccia la morte. Invece, alla morte è asservito chi ha voltato le spalle al Dio vivente, per fare di sé stesso e del proprio potere l’idolo muto, cieco e sordo, cui sacrificare ogni valore e pretendere che il mondo intero pieghi il ginocchio”. 

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Occorre legger bene: ha voltato le spalle al Dio vivente chi fa di se stesso e del proprio potere l’idolo muto, cieco e sordo a cui pretendere che il mondo intero pieghi il ginocchio. Leggendo sono pochi i precedenti che tornano alla mente. E non c’è un altro pensiero cattolico possibile. Infatti Leone ha voluto citare Giovanni XXIII e Pio XII insieme per dimostrare che un altro pensiero cattolico non c’è: «Basta con l’idolatria di sé stessi e del denaro! Basta con l’esibizione della forza! Basta con la guerra! La vera forza si manifesta nel servire la vita. San Giovanni XXIII, con semplicità evangelica, scrisse: “Dalla pace tutti traggono vantaggi: individui, famiglie, popoli, l’intera famiglia umana”. E ripetendo le parole lapidarie di Pio XII aggiungeva: “Nulla è perduto con la pace. Tutto può essere perduto con la guerra”. » 

Leone ha proseguito la sua omelia così: “Vi sono inderogabili responsabilità dei governanti delle Nazioni. A loro gridiamo: fermatevi! È il tempo della pace! Sedete ai tavoli del dialogo e della mediazione, non ai tavoli dove si pianifica il riarmo e si deliberano azioni di morte!” 

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A me ha colpito soprattutto questo passaggio: “ La Chiesa è un grande popolo a servizio della riconciliazione e della pace, che avanza senza tentennamenti, anche quando il rifiuto della logica bellica può costarle incomprensione e disprezzo. Essa annuncia il Vangelo della pace ed educa a obbedire a Dio piuttosto che agli uomini, specie quando si tratta dell’infinita dignità di altri esseri umani, messa a repentaglio dalle continue violazioni del diritto internazionale”. 

Formulata o meno, questo non importa, la minaccia o il desiderio non espresso di rispedire il papa ad Avignone, di cui si dice si sia sentita eco in recenti colloqui a Washington, echeggia in quel possibile costo di “incomprensione e disprezzo”. Nel mondo fratturato resiste un’istituzione globale, che rende possibile sperare di tornare a un diritto internazionale, a una sede di governo multilaterale. Questa istituzione è la Chiesa cattolica. 

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