Elezioni in Libia: moderati in vantaggio
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Elezioni in Libia: moderati in vantaggio

La commissione frena sui risultati: è ancora presto. Europa e Usa plaudono: Barack Obama parla di ''un'altra straordinaria pietra miliare verso la democrazia''.

Elezioni in Libia: moderati in vantaggio
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redazione Modifica articolo

9 Luglio 2012 - 09.00


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C’è tanta attesa per i risultati delle prime elezioni Libere in Libia, in cui si sta configurando la vittoria dei moderati sui musulmani.

Se le
indiscrezioni fossero confermate, si tratterebbe del primo Paese
della Primavera araba con gli islamici sconfitti alle urne. Ma
non destinati a rimanere fuori dal parlamento, visto che Mahmud Jibril,
leader dell’Alleanza delle Forze Nazionali – salutata all’estero
come coalizione dei ‘liberali’ ma che lui tiene a definire dei
‘moderati’ – ha invitato tutti i partiti a ”lavorare
insieme per il paese”.

Secondo quanto annunciato in mattinata dal partito
di Giustizia e Costruzione, braccio politico dei Fratelli
Musulmani, l’Alleanza delle Forze Nazionali sarebbe
”nettamente in testa” a Tripoli e a Bengasi. Indiscrezioni
salutate dagli stessi moderati, per voce del segretario della
Coalizione, Faisal al-Krekshi: ”Siamo avanti nella maggior
parte delle circoscrizioni”.

Ma la notizia è stata subito smentita dalla commissione
elettorale, ”stiamo ancora aspettando i risultati, queste sono
solo speculazioni”, ha detto il presidente dell’Alta
Commissione elettorale, Nuri al Abbar, mentre lo stesso Jibril,
in serata, non ha voluto commentare lo spoglio dei voti.
”Lasciamo che sia la Commissione a farlo. Abbiamo fiducia in
loro”, ha detto. Poi ha aperto verso gli ”altri partiti”.

”Dovrebbero sedersi ad un tavolo e pensare a quello che
vogliono fare per il popolo e non a quello che vorrebbero
ricevere da loro. Tutti i partiti dovrebbero lavorare insieme”,
ha indicato Jibril lasciando intendere che l’Alleanza è aperta
a una coalizione con gli islamici. Anche l’ex primo ministro del
Cnt ha poi elogiato l’affluenza dei libici alle urne. ”Queste
elezioni rappresentano il coraggio del popolo: Il successo della
partecipazione allo scrutinio ha dimostrato che il sacrificio di
quanti non ci sono più non è stato invano”.

Lo stesso entusiasmo contenuto nelle parole del presidente
della commissione elettorale: ”Si è votato nel 98% dei seggi e
l’affluenza alle urne è stato del 62%, (1,7 milioni sui 2,8
aventi diritto, ndr)”. ”Questo per noi e’ un risultato
soddisfacente”. Coloro che non hanno votato fanno comunque
parte di questa democrazia”, ha detto Abbar.

I primi risultati ”parziali” sono attesi per oggi ed entro mercoledì
quelli definitivi, secondo quanto ha annunciato la commissione.
Ma anche quella data rischia di slittare in quanto in almeno 8
seggi, nell’est del Paese, le operazioni di voto sono proseguite
anche oggi dopo i casi di sabotaggio. ”I seggi aperti sono
otto, sei a Sidra e due nella regione di Kufra”, dove ”il
materiale elettorale e’ giunto in ritardo dopo gli episodi di
vandalismo”, ha confermato ancora il presidente della
Commissione, il quale ha espresso soddisfazione per l’andamento
delle operazioni di voto definendolo ”un successo”.

Se i risultati fossero confermati, la Libia farebbe eccezione
rispetto alla Tunisia e all’Egitto, dove gli islamici hanno
preso il potere dopo le prime elezioni seguite alla caduta dei
rispettivi regimi. E mentre lo spoglio dei voti prosegue, ci si
chiede come funzionerà l’Assemblea e come riuscira’ a gestire
il crescente malumore della Cirenaica, dove i dissidenti
continuano a far sentire la loro voce per una maggiore
autonomia.

Europa e America, intanto, plaudono con il presidente Usa
Barack Obama che ha definito la tornata elettorale in Libia come
”un’altra straordinaria pietra miliare verso la democrazia”:
”Dopo pi— di 40 anni nei quali la Libia è stata in balia di un
dittatore – afferma Obama – queste storiche elezioni dimostrano
come il futuro della Libia sia oramai nelle mani del suo
popolo”.

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