Oltre Aleppo. Violenti scontri anche a Damasco, dove sono morti due giornalisti. Il primo è Ali Abbas dell’agenzia ufficiale di stampa siriana Sana, ucciso a casa sua, nel quartiere di Jdaidet Artouz. Secondo la Sana, che parla di gruppo terroristico in azione contro Abbas, responsabile della cronaca locale. L’attivista, reporter e disertore dell’esercito siriano Yusuf al-Bushi è morto invece nell’esplosione di una bomba nel sobborgo al-Tal di Damasco. Lo riporta l’emittente televisiva Al-Arabiya sul proprio sito web. Al-Bushi forniva informazioni sugli scontri alla stessa testata, oltre che a numerose organizzazioni internazionali. Venerdì, tre giornalisti di una tv pubblica siriana sono stati rapiti dai ribelli 2, mentre erano al seguito di truppe governative poco fuori Damasco.
Reporter senza frontiere (Rsf) esprime preoccupazione per la libertà di stampa in Siria e i crescenti episodi di violenza contro i giornalisti. L’organizzazione, in particolare, ha fatto appello al Cns e all’Esl (due delle organizzazioni coinvolte nel conflitto), per “l’immediata liberazione” della troupe di Syria News scomparsa a Damasco. Rsf conta 5 giornalisti uccisi in Siria da gennaio 2012, ma il totale complessivo è di oltre 10, e 29 tra blogger e citizen journalist morti. Poche le presenza italiane sul campo. Corriere della Sera, Repubblica, e il reporter di nazionalità araba di RaiNews24 ad Aleppo. Difficile entrare, molto rischioso viverci e sopravvivere per poter raccontare. Il resto è riferito di terza mano da oltre frontiera con la Giordania o la Turchia.