Pedofilia, in Oregon archiviate le accuse al Vaticano

I preti non sono dipendenti della Santa Sede, che perciò non è responsabile per gli abusi sessuali da loro commessi. Lo ha stabilito la corte distrettuale federale di Portland.

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21 Agosto 2012 - 21.14


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La Santa Sede non è datore di lavoro dei sacerdoti e di conseguenza non è responsabile dei loro reati. E’ quanto scritto nella sentenza della corte distrettuale federale di Portland in Oregon, in merito agli abusi sessuali commessi da Padre Ronan, dell’ordine dei Servi di Maria, che nel 1965 aveva molestato alzuni ragazzi, a Chicago, a Portland e a Benburg, in Irlanda.
Il Vaticano era stato informato della cosa solo dopo che il sacerdote aveva chiesto di essere dispensato dallo stato clericale.

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“Questo caso è importante perché ancora una volta dimostra la distinzione tra certe accuse e la realtà delle cose che emerge dai documenti. Dopo aver esaminato centinaia di pagine, il giudice non ha trovato alcun fondamento alla tesi dell’accusa che voleva considerare la Santa Sede ‘datore di lavoro’ di Ronan o comunque coinvolta nei fatti accaduti”, ha dichiarato Jeffry Lena, avvocato della Santa Sede, al sito specializzato Vatican Insider.

Ma due appelli sono già pronti per la sentenza appena uscita. Il primo è proprio di Lena, perché i giudici hanno stabilito l’assenza di responsabilità solo in base al fatto che esista una “mancanza di giurisdizione”. Il secondo arriverà dall’accusa, che invece resta convinta che la Santa Sede è in qualche modo coinvolta nei trasferimenti dei preti, che si sono macchiati di abusi sessuali, e che in ogni caso sono da considerarsi “impiegati” del Vaticano.

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