Una vendetta l’attacco di questa mattina a Bengasi, nel quale è stato ucciso l’ambasciatore americano Chris Stevens, tre funzionari dell’ambasciata e almeno 10 uomini della sicurezza libica. Lo dice il think tank britannico Quilliam, che è stato citato oggi dalla Cnn. L’agguato è stato pianificato da al Qaeda per vendicare Abu Yaya al-Libi, il numero due dell’organizzazione ucciso alcuni mesi fa. La protesta contro il film sarebbe stata dunque soltanto un pretesto.
L’assalto è stato portato a termine da una ventina di militanti preparati per un assalto militare, ha dichiarato Quilliam, spiegando che i missili lancia granate non sono normalmente usati nelle proteste pacifiche e che le proteste contro il film si sono limitate solo in quell’area, senza coinvolgere il resto della Libia.
E l’emittente americana Nbc ha fatto sapere che sono in partenza circa 200 marines per “rafforzare la sicurezza nelle sedi diplomatiche di Tripoli e Bengasi”. E secondo le stesse fonti di sicurezza americane, altre unità dell’esercito Usa sarebbero pronte a raggiungere Kabul e il Cairo, per mantenere alto il livello di sicurezza.
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