“Il fondamentalismo è sempre una falsificazione delle religioni perché Dio invita a creare pace nel mondo e compito delle fedi nel modo è creare la pace. Nell’immagine degli altri rispettiamo l’immagine di Dio”, aveva detto il Papa in volo verso il Libano.
E al suo arrivo nel Paese dei Cedri, Benedetto XVI, davanti alle autorità religiose e civili, ha affermato: “La felice convivenza tutta libanese deve dimostrare a tutto il Medio Oriente e al resto del mondo che all’interno di una nazione possono esistere la collaborazione tra le varie Chiese, tutte parti nell’unica Chiesa cattolica, in uno spirito di comunione fraterna con gli altri cristiani e, al tempo stesso, la convivenza e il dialogo rispettoso tra i cristiani e i loro fratelli di altre religioni”.
“Voi sapete come me – ha aggiunto – che questo equilibrio, che viene presentato ovunque come un esempio, è estremamente delicato”. “Esso – ha sottolineato Benedetto XVI – rischia a volte di rompersi allorquando è teso come un arco, o sottoposto a pressioni che sono troppo spesso di parte, interessate, contrarie ed estranee alla armonia e alla dolcezza libanesi. E’ qui – ha rimarcato Papa Ratzinger – che bisogna dar prova di reale moderazione e grande saggezza. E la ragione deve prevalere sulla passione unilaterale per favorire il bene comune di tutti”.
“Il famoso equilibrio libanese che vuole continuare ad essere una realtà, può prolungarsi – a giudizio del Papa – grazie alla buona volontà e all’impegno di tutti i libanesi. Solo allora sarà un modello per gli abitanti di tutta la regione, e per il mondo intero. Non si tratta di un’opera solamente umana, ma di un dono di Dio che occorre domandare con insistenza, preservare a tutti i costi e consolidare con
determinazione”.
La visita giunge in un periodo molto turbolento per la regione, a causa della guerra in Siria e dei contraccolpi dell’attacco al consolato americano a Bengasi, in Libia.