Più di 100 albanesi del Kosovo in questo momento combattono la guerra in Siria assieme diverse formazioni di combattenti islamici, scrive il giornale “Ekspres” citando fonti della polizia.
Fino a ieri erano circolate le cifre più diverse riguardo i gruppi “mujaheddin” che nei Balcani sono stati formati all’estremismo islamico e sono espatriatiper combttere nonostante il rigido divieto vigente in patria, ma nostante le campagne di dissiasione e quache questa falange ha continuato ad ingrossarsi ed ora si ritiene che il numero dei kosovari che aderiscono alle varie fazioni di “al Qaeda” sia superiore a cento.
Essi provengono da diverse parti del Kosovo ma in special modo da aree rurali e dalle zone economicamente meno sviluppate, e lo stesso accadein Albania dove solo dai sobborghi dei comuni di Skenderaj e Drenica quaranta cittadini albanesi sono partiti a dare sostegno ai gruppi paramilitari islamici e epr la maggior parte militano nelle due maggiori formazioni della guerriglia, il cosiddetto Stato islamico dell’Iraq e l’organizzazione chiamata Al Jabhatu – Nusra.
La polizia ha recentemente riferito che in combattimenti che si sono svolti in Iraq nella zona di Falluja è rimasto ucciso un giovane albanese di Tusi, villaggio nei pressi di Skenderaj, e ora suo fratello continua a combattere nella medesima banda armata nella provincia irachena di Anbar.
Il Kosovo ha finora tentato di disciplinare il divieto di partecipazione dei cittadini nel conflitto armato ed un disegno di legge, che potrebbe sanzionare tale attività è in corso ma non è ancora entrato in vigore, ricorda il giornale.