Baku, la comunità italiana: diciamo no agli articoli contro l'Azerbaigian
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Baku, la comunità italiana: diciamo no agli articoli contro l'Azerbaigian

Una lettera scritta dai rappresentanti dell'intellighenzia italiana che opera in Azerbaigian contro gli attacchi 'inopportuni e manovrati'.

Nella foto: Baku, capitale dell'Azerbaigian
Nella foto: Baku, capitale dell'Azerbaigian
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19 Luglio 2015 - 17.01


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“Siamo tutti Azerbaigiani!”. Inizio così la lettera scritta dalla comunità italiana di Baku, firmata da imprenditori, professori universitari, economisti, lavoratori, esponenti della cultura e dello spettacolo che vivono o che lavorano
nella capitale dell’ Azerbaigian dopo gli attacchi “inopportuni” e “manovrati” dopo l’edizione dei Giochi Europei.

L’Azerbaigian, secondo alcuni media italiani ed europei, è descritto come un paese despota e che non rispetta i diritti umani. Puntualmente respinti sia dal Presidente dell’Interparlamentare Italia-Azerbaigian, l’onorevole Azer Karimli che dalla associazione di amicizia. “In Azerbaigian esiste una cospicua comunità italiana che – è stata scritto nella lettera – come accade in qualsiasi altro paese estero, si conosce, si incontra e spesso si confronta sui fatti che accadono in Italia e in Europa. O talvolta invece si scambia opinioni su ciò che accade nel paese che li ospita”.

A Baku, nelle ultime settimane è successa una strana cosa: “Per la prima volta – ha scritto l’intellighenzia – gli Italiani, o almeno la gran parte di essi, si sono confrontati sull’attacco mediatico subito dall’Azerbaigian prima, durante e dopo l’organizzazione dei Giochi Europei. E la stragrande maggioranza di essi ha concordato sul fatto che questo attacco è stato del tutto inopportuno, forse manovrato, o comunque frutto di una grande ignoranza che aleggia in Europa sull’Azerbaigian e su tutta questa area geografica. La cosa assolutamente inusuale è stato sentirsi tutti vicini ad un popolo ed una nazione che non sono l’Italia, ma in cui tutti noi ci sentiamo a casa e che rispettiamo per gli sforzi compiuti dal crollo dell’Unione Sovietica ad oggi in tutti i settori, dall’istruzione all’edilizia, dalla valorizzazione della
cultura e dello sport alla politiche internazionale e allo sviluppo
sociale”.

Gli Italiani a Baku, attraverso questa lettera, “vogliono esprimere il loro dissenso e il loro sdegno per tutti quegli articoli che fanno una critica ad un paese senza neanche considerare la storia, il contesto geopolitico e la cultura che lo caratterizzano. Il fenomeno della cattiva informazione non danneggia solo una nazione, bensì la sua gente, il progresso sociale, le amicizie tra i popoli”.

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