Turchia: i curdi lasciano il governo, nominati i sostituti
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Turchia: i curdi lasciano il governo, nominati i sostituti

Era la prima volta che rappresentanti del partito pro-curdo entravano al governo. La scelta è maturata per contrasti con la maggioranza di governo, sull'offensiva contro il Pkk.

Turchia: i curdi lasciano il governo, nominati i sostituti
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23 Settembre 2015 - 10.20


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Il primo ministro turco del governo ad interim, Ahmet Davutoglu, ha nominato i sostituti dei due ministri del partito filo-curdo Hdp, Ali Haydar Konca e Muslum Dogan, che ieri hanno lasciato l’esecutivo per contrasti con la situazione politica creata dal partito di maggioranza Akp, definita “un sistema che somiglia a un golpe”. Beril Dedeoglu è stata nominata ministro per gli Affari europei, mentre Mustafa Cuneyd Duzyol è il nuovo responsabile dello Sviluppo.

La Dedeoglu, nata nel 1961 ad Ankara, è a capo del dipartimento Relazioni internazionali della Galatasaray University ed esperta di Ue, politica estera e sicurezza internazionale. Scrive regolarmente editoriali per i quotidiani Star e Today’s Zaman.

​Duzyol è nato a Izmir nel 1964 ed è laureato in ingegneria civile presso la Middle East Technical University. Dal 2014 è sottosegretario allo Sviluppo.

Ieri due ministri del partito Hdp filo-curdo hanno presentato le dimissioni dal governo ad interim turco nato alla fine di agosto. La decisione di Ali Haydar Konca, incaricato degli Affari europei, e del collega Muslum Dogan, alla guida del dicastero dello Sviluppo, è stata annunciata dal partito, a poco più di un mese dalle cruciali elezioni anticipate del primo novembre. Il premier, Ahmet Davutoglu, ha fatto sapere che farà nuove nomine al più presto.

Era la prima volta che rappresentanti del partito pro-curdo entravano al governo. Le dimissioni sarebbero maturate nel corso di un dibattito sul terrorismo durante la riunione settimanale dell’esecutivo ad Ankara. I due avevano espresso le loro voci critiche, fin dal loro ingresso nella compagine governativa guidata dal partito islamista Akp del presidente Recep Tayyip Erdogan, in mezzo alle tensioni scoppiate per la ripresa dell’offensiva dell’esercito contro il Pkk, che ha risposto con attacchi contro le forze di sicurezza.

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