L’accordo è raggiunto. L’Europa si ricompatta sul tema dei migranti. I centri di prima accoglienza nei paesi più colpiti dall’afflusso di migranti (Italia e Grecia innanzitutto) saranno operativi entro 60 giorni. “Entro fine novembre”, spiega il presidente del consiglio Ue Donald Tusk, che a margine del vertice commenta: “L’attuale caos alle nostre frontiere esterne deve finire. Tutti sono d’accordo sulla necessità di recuperare il controllo dei nostri confini. “L’ondata più grande” di profughi ” deve ancora arrivare”, spiega ed “è chiaro a tutti che non possiamo continuare come prima” con ” porte e finestre aperte”. Anche i quattro Paesi del cosiddetto gruppo Visegrad (Slovacchia, Rep. Ceca, Polonia e Ungheria) si sono presentati alla riunione con una dichiarazione congiunta esprimendo, in parte, i concetti delle conclusioni del vertice.
Il presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker si dice soddisfatto: L’atmosfera è stata migliore delle mie attese. Sono soddisfatto” .
Donald Tusk che parla di ” momento simbolico” perché si è messa fine ” a questo gioco rischioso del biasimo reciproco”.
Un miliardo L’Ue ha deciso di stanziare un miliardo di euro per sostenere le agenzie Onu che in Medio Oriente stanno aiutando i profughi siriani. Donald Tusk ha voluto dire: ” Grazie ai leader europei possiamo stanziare un altro miliardo di euro per aiutare i profughi attraverso (le agenzie Onu) World Food Programme e Unhcr (responsabile dell’assistenza ai rifugiati)”, ha aggiunto Tusk. Ai Paesi si sono chiesti 500milioni di euro per il ‘trust fund’ per la Siria (a cui l’Italia contribuisce con tre milioni di euro e la Germania con cinque); 1,8 miliardi di euro per il ‘Fondo per l’Africa’; ma anche che gli stanziamenti dei Paesi (“drasticamente ridotti” nel 2015) per le agenzie che si occupano di rifugiati come il World food program e l’Unhcr tornino ai livelli del 2014, fino ad un miliardo di euro almeno.
Hotspot da novembre L’Ue cercherà sempre più di distinguere tra i veri profughi in fuga dalle zone di guerra come la Siria e i cosiddetti ” migranti economici”, in fuga dalla povertà.
Dublino L’Europa insiste sulla necessità di applicare in pieno il regolamento di Dublino – come si ribadisce nella dichiarazione finale – il premier Matteo Renzi sottolinea come un “passettino” dopo l’altro si stia andando “verso il suo superamento”. Hollande invece schiaffeggia i ‘ribelli’: “L’Europa è costituita da principi, e chi non li rispetta deve porsi la domanda sulla sua presenza in seno all’Ue”
Tusk, che reduce da viaggi in Turchia e Giordania, avverte: “Con 8 milioni di sfollati in Siria, oggi parliamo di milioni di potenziali rifugiati che cercano di raggiungere l’Europa. Siamo a un punto critico”. Per la cancelliera tedesca Angela Merkel “si sono fatti passi avanti verso una soluzione”
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