Volkswagen: spunta la Bmw, scandalo Ue
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Volkswagen: spunta la Bmw, scandalo Ue

Lo riferisce il ministero dei trasporti di Berlino. Spunta la lettera che avvisava i clienti californiani. Ipotesi class action. Giallo sul coinvolgimento di Bmw

Volkswagen: spunta la Bmw, scandalo Ue
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24 Settembre 2015 - 10.40


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Escono allo scoperto altri dettagli del Volkswagen-gate. Che coivolge a macchia d’olio anche l’Europa. Le manipolazioni sui dati delle emissioni di auto diesel hanno avuto luogo anche nel vecchio Continente. Lo ha ammesso, secondo quanto fa sapere il ministero dei Trasporti tedesco, la stessa casa automobilistica tedesca. “Siamo stati informati che anche in Europa i veicoli con motori diesel 1.6 e 2.0 sono stati manipolati”, ha detto il ministro dei Trasporti tedesco, Alexander Dobrindt.

Italia ed Europa L’ad della Volkswagen Italia Massimo Nordio scrive al ministro Galletti: i nuovi veicoli Volkswagen dotati di motori diesel Euro 6 attualmente disponibili nell’Unione europea, “inclusi quelli in vendita sul mercato italiano, sono tutti rispondenti alla normativa europea per i gas di scarico”, mentre sono in corso controlli su altri motori, anche in Italia.

Intanto la procura di Torino ha aperto un’inchiesta sul caso. Gli accertamenti riguardano le vetture in circolazione in Italia. Il fascicolo è stato aperto alcuni giorni fa dal pm Raffaele Guariniello, che si avvale della collaborazione dei carabinieri del Nas. Al momento non ci sono iscritti nel registro degli indagati. Sono già stati comunque ipotizzati alcuni reati, tra cui la frode in commercio. Gli accertamenti verranno estesi anche ad altre marche automobilistiche. Mentre in Spagna almeno 500mila auto sono state truccate.
” Quello che è veramente necessario ora è avere una fotografia chiara della situazione di quanti veicoli ci sono in Europa con il software ingannevole” di Volkswagen. Così la portavoce della Commissione Ue per il mercato interno Lucia Caudet, ricordando che la questione verrà discussa “nell’incontro imminente” a Bruxelles con le autorità nazionali di omologazione.

Bmw Alcune indiscrezioni di stampa coinvolgono anche Bmw come possibile vittima degli scandali, con il Suv X3 che per il giornale AutoBild sarebbe fuori dai parametri delle emissioni, addirittura i valori sarebbero 11 volte superiori a quelli dei test. Il titolo crolla del 10%, nonostante la smentita della società: “Bmw non manipola i suoi veicoli, non distingue fra strada ed test in laboratorio”.

La lettera Si svela anche un retroscena dagli Usa. Nell’aprile scorso, Volkswagen ha inviato ai proprietari californiani di vetture diesel una lettera per informarli della necessità di “un richiamo per problemi di emissioni”. La casa spiegava ai ai proprietari di auto Volkswagen e Audi che dovevano portare le auto ad un concessionario per l’installazione di un nuovo software che assicurasse che le emissioni fossero “ottimizzate per renderle efficienti”.

Ipotesi class action Potrebbero essere richiesti anche dei risarcimenti per lo scandalo delle centraline diesel truccate. La casa automobilistica potrebbe sborsare, tra consumatori e concessionari, 25 miliardi di dollari solo in America. La realistica ipotesi di una class action mondiale è stata fatta da Emily Maxwell, avvocato californiano esperto nella tutela dei consumatori.

Nuovo inizio A partire da domani Volkswagen farà i nomi dei responsabili dei test anti-smog truccato sulle auto diesel. Dopo il tracollo della fiducia seguito allo scandalo delle manipolazioni dei motori diesel negli Usa e l’addio di Winterkorn, l’ad di Volkswagen, che ha detto ieri: Serve un nuovo inizio ma non ho mai fatto niente d’illegale. Volkswagen potrebbe scegliere il nome del nuovo amministratore delegato, dopo le dimissioni di Martin Winterkorn, già venerdì prossimo. Due i nomi sul tavolo. Matthias Mueller, appoggiato dalle famiglie che controllano Vw, e Herbert Diess, un ex dirigente Bmw e scelto quest’anno per guidare la nuova divisione Brand del gruppo.

All’ex Ceo di Volkswagen Martin Winterkorn spetterà una buonuscita da più di 60 milioni di euro e una pensione da 28,6 milioni di euro.

Reazione dei mercati
La reazione dei mercati è stata, come prevedibile, immediata: ieri il titolo è balzato fino al 9%, per poi chiudere con un +5%, e un recupero di 3,3 miliardi. Una boccata d’ossigeno, dopo giornate nere in Borsa, dove era in picchiata. Il marchio resta comunque sotto forte pressione: l’agenzia di rating americana Fitch lo ha messo sotto osservazione, con possibili tagli in vista per i danni alla reputazione.


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