Trump cavalca la xenofobia: l'attentato è colpa del sistema di immigrazione
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Trump cavalca la xenofobia: l'attentato è colpa del sistema di immigrazione

Dopo la fallita azione di New York il presidente Usa torna ad accusare i criteri di ammissione negli Stati Uniti, lodando il suo bando e dicendo che esso rendere più sicuro il Paese

Attentato fallito a New York
Attentato fallito a New York
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12 Dicembre 2017 - 08.54


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Donald Trump ha trovato il colpevole del progetto stragista che ieri doveva avere come scenario una affollata stazione di autobus di New York: non la follia di un uomo e dell’ideologia che lo ha ispirato, ma il sistema di immigrazione americano che ha definito ”lassista”.
Secondo la Casa Bianca, Akayed Ullah – l’immigrato del Bangladesh che ieri doveva farsi saltare in aria con un ordigno artigianale che lui stesso aveva realizzato, seguendo probabilmente le istruzioni trovate in rete – è arrivato negli Stati Uniti nel 2011 grazie ad un visto concessogli per ricongiungimento familiare.
Abbastanza per spingere Trump a reclamare la riforma del sistema di immigrazione, sottolineando che Ullah è entrato nel Paese attraverso un sistema a beneficio della famiglia allargata di alcuni migranti.
Per Trump ”il sistema è incompatibile con la sicurezza nazionale. Il Congresso deve porre fine alla migrazione a catena”. Insomma, per il presidente, il tentativo di strage di New York conferma ”ancora una volta l’urgente necessità che il Congresso approvi le riforme legislative per proteggere gli americani”.
Pur sapendo di potere essere accusato di strumentalizzare quanto accaduto a New York a meri fini politici, Trump ha detto che il suo decreto sulle migrazioni è un “passo in avanti” per rendere più sicuro il sistema di immigrazione. Inoltre, Donald Trump ha ribadito la sua convinzione che gli autori di atti terroristici meritano “le pene più pesanti”, inclusa la pena di morte in alcuni casi.

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