Agguato ad una pattuglia anti-bracconaggio in Burkina Faso, uccisi due giornalisti spagnoli

Lo ha comunicato in conferenza stampa la ministra degli Esteri spagnola, Arancha Gonzalez Laya. L'attacco avvenuto da un gruppo di uomini armati ad una pattuglia anti-bracconaggio con i giornalisti al seguito

Burkina Faso
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27 Aprile 2021 - 13.36


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Un feroce attacco ad un gruppo di giornalisti che seguivano una pattuglia anti-bracconaggio è avvenuto ieri in Burkina Faso.
Due giornalisti spagnoli sono stati uccisi, mentre nulla si sa degli altri presenti, forse rapiti dallo stesso gruppo.
Lo ha comunicato in conferenza stampa il ministro degli Esteri spagnolo, Arancha Gonzalez Laya.
I corpi dei due cronisti, ha aggiunto il ministro, sono stati trovati nel luogo dell’imboscata e le informazioni, al momento, sono ancora “confuse”. 
La notizia non è stata ancora confermata dalle autorità del Burkina Faso. 
Non ci sono al momento nuove informazioni sulla sorte del giornalista irlandese che sarebbe stato sequestrato insieme ai colleghi iberici né nel cittadino burkinabè, parte del personale di sicurezza, che è stato dato per disperso in seguito all’attacco.
I reporter stavano effettuando un servizio sulla caccia illegale. 
Nell’Est del Burkina Faso sono presenti numerose milizie jihadiste ma non è chiaro se l’agguato sia attribuibile a loro o a criminali comuni. 
La pattuglia, composta da soldati, forestali, formatori e giornalisti occidentali, era caduta in un’imboscata sulla strada Fada N’Gourma-Pama, nell’Est del Paese. Almeno tre persone sono rimaste ferite nell’assalto.
I giornalisti sequestrati, ha aggiunto la fonte, sono stati nascosti in un bosco nelle vicinanze del luogo dell’imboscata.
Poi il ritrovamento dei due corpi.
Il Burkina Faso dal 2015 è entrato nell’orbita dell’offensiva jihadista in Sahel. 
All’aprile di quell’anno risale il primo sequestro di un cittadino europeo, una guardia di sicurezza rumena rapita in una miniera di manganese a Tambao della quale non si hanno più notizie da allora.
Con il passare degli anni la violenza islamista si è estesa dall’area settentrionale del Sahel, confinante con Mali e Niger, al resto del Paese, in particolare l’Est, dove nel 2018 è cresciuta la presenza delle milizie, che hanno inoltre aizzato le tensioni intercomunitarie. 
Tra i gruppi terroristi più attivi figurano Ansarul Islam, la filiale di Al Qaeda nel Sahel, il Gruppo per il sostegno dell’Islam e dei musulmani (Gsim), e lo Stato Islamico nel Grande Sahara (Isgs), che hanno anche aizzato le tensioni intercomunitarie.
Solo nel 2020 le vittime delle attività terroristiche sono state 2.200. 
Il grave deterioramento delle condizioni della sicurezza ha provocato inoltre oltre un milione di sfollati, ovvero un abitante su venti.

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