Il diritto all'aborto messo in discussione negli Usa e nella Ue: una deriva da fermare subito
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Il diritto all'aborto messo in discussione negli Usa e nella Ue: una deriva da fermare subito

Notizie del genere non fanno che confermare quello che risulta evidente, e cioè che se nel 2022 parole come aborto clandestino, vergogna e disonore tornano nei discorsi politici, abbiamo ancora bisogno di lottare per la tutela dei diritti delle donne

Il diritto all'aborto messo in discussione negli Usa e nella Ue: una deriva da fermare subito
Un gruppo di anti-abortisti davanti alla Suprema Corte Usa
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Eleonora Evi Modifica articolo

24 Giugno 2022 - 17.16


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La notizia della Corte suprema degli Usa che ha messo fine alle garanzie costituzionali per l’aborto in vigore da quasi 50 anni cancella con un colpo di spugna i diritti delle donne, riportando il Paese indietro di decenni e manifestando una pericolosa tendenza e un inaccettabile regresso nella tutela delle libertà fondamentali, che sta prendendo piede anche in alcuni Stati europei.

Non è concepibile arretrare di un solo millimetro sui diritti delle donne, perché sono stati faticosamente acquisiti e hanno richiesto il sacrificio e l’impegno di intere generazioni di donne che con coraggio, pagando spesso un prezzo altissimo, si sono battute affinché le generazioni successive potessero beneficiare del frutto delle loro lotte. È impensabile che un diritto conquistato da decenni venga messo in discussione, in Usa come in Europa, dove in paesi come la Polonia lo Stato di diritto è pericolosamente minacciato e dove le donne ucraine stuprate non possono ricorrere all’interruzione di gravidanza.

Non è una novità che le più becere battaglie politiche si giochino spesso sul corpo delle donne, ma il diritto all’interruzione di gravidanza non si tocca, perché quando si comincia a tornare indietro si rischia di dar vita ad un processo inarrestabile, che potrebbe segnare il declino di quei diritti fondanti che identificano la nostra civiltà. Vietare l’aborto – o interporre limitazioni e restrizioni eccessive e pretestuose all’esercizio di questo diritto fondamentale – significa di fatto minacciare il benessere, la dignità e la sicurezza di milioni di persone, che potrebbero essere costrette a rivolgersi a metodi non sicuri.

Notizie del genere non fanno che confermare quello che risulta evidente, e cioè che se nel 2022 parole come aborto clandestino, vergogna e disonore tornano ad infiammare i discorsi politici, abbiamo ancora bisogno di lottare per la tutela dei diritti delle donne, perché il Medio Evo è dietro l’angolo.

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