Guerra di Gaza, Israele è andato ben oltre la reazione proporzionata ma...

Quel che è certo è che se ci sarà l’invasione israeliana di Gaza, sarà una carneficina. E non solo per i palestinesi.

Guerra di Gaza, Israele è andato ben oltre la reazione proporzionata ma...
Militare israeliano
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Claudio Visani Modifica articolo

13 Ottobre 2023 - 18.45


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Per dirla con Lucio Dalla, “qui tutto il mondo sembra fatto di vetro e sta cadendo a pezzi come un vecchio presepio”. Sono giorni terribili per l’umanità. Come credo la maggioranza delle persone sane di mente e non ultras, li sto vivendo con angoscia crescente e grande preoccupazione. I brutali massacri di sabato scorso in Israele e quel che sta avvenendo in queste ore a Gaza, sommati alla guerra in Ucraina, hanno portato il mondo sull’orlo del baratro. Temo che l’evacuazione forzata dei gazesi nel Sud della Striscia e l’invasione via terra a Nord lo farebbero precipitare nell’abisso. 

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L’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi ha definito “orrendo” l’ordine dato oggi dal ministro della difesa israeliana, il falco dei falchi Gallant. E ha aggiunto: “Ciò porterà alla catastrofe umanitaria e la popolazione di Gaza a livelli di miseria senza precedenti”. Una popolazione costretta già da decenni a sopravvivere di poco e niente in una prigione a cielo aperto, e ora stremata dai bombardamenti seguiti all’azione dei terroristi di Hamas. In sei giorni su Gaza sono state sganciate seimila bombe che hanno distrutto 3.600 edifici uccidendo 1.537 persone, ferendone 6.612 e costringendo oltre 400mila civili, nella maggioranza bambini, minori e donne, a sfollare nelle scuole e nei centri controllati dall’Agenzia, alcuni dei quali peraltro colpiti con morti e feriti anche tra gli operatori Onu. 

Direi che siamo già molto al di là di quella che potrebbe definirsi una “reazione proporzionata”, ma Israele sembra non avere alcuna intenzione di fermarsi, vuole chiudere la faccenda in modo definitivo. Non solo con i terroristi (“ogni membro di Hamas è un uomo morto”, ha sentenziato il premier Netanyahu), ma con la irrisolta questione palestinese. “Faremo crollare quel regime, distruggeremo le capacità militari di Hamas, provvederemo a far sì che la minaccia non incomba mai più su di noi. Sarà un impegno prolungato, potente, micidiale, e sarà una volta per sempre”, ha affermato Gallant. 

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Quel che è certo è che se ci sarà l’invasione, sarà una carneficina. E non solo per i palestinesi. Provate a immaginare cosa può accadere con i carrarmati e l’esercito israeliano a combattere tra i palazzi di Gaza City. E provate a immaginare cosa può provocare fuori da Gaza, nel mondo arabo, nelle relazioni internazionali e negli equilibri della geopolitica mondiale una tale scelta. Gli americani credo l’abbiamo capito, tanto che stanno cercando di frenare la vendetta dell’amico israeliano: “L’ordine di evacuare entro 24 ore un milione di palestinesi è un’impresa ardua”, ha commentato il portavoce della sicurezza della Casa Bianca. E sembra averlo capito perfino l’Alto rappresentante Ue per la Politica estera, Borrell: “E’ assolutamente irrealistico”, ha detto, correggendo così il portavoce della Commissione europea che poco prima non aveva trovato di meglio che appellarsi ad Hamas affinché “non impedisca la fuga da Gaza”: lo specchio dell’inconsistenza dell’Europa.

“Se le truppe israeliane entreranno a Gaza per combattervi una battaglia vicolo per vicolo, rovina per rovina, sarà un massacro”, scrive Lucio Caracciolo su Limes. “In caso di sconfitta, Israele ne sarebbe sconvolto. In caso contrario, i casi sono due: o restare lì a governare altri due milioni di palestinesi, oppure cacciarli. Ma dove? E che vittoria sarebbe?”.  

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