Navalny: si scomoda il portavoce di Putin per (non) rispondere sulla sorte del dissidente
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Navalny: si scomoda il portavoce di Putin per (non) rispondere sulla sorte del dissidente

Peskov parlando di Navalny ha dichiarato: "non abbiamo né l'intenzione né la capacità di monitorare il destino dei prigionieri e il processo della loro permanenza nelle istituzioni competenti". Non si sa che fine abbia fatto Navalny

Navalny: si scomoda il portavoce di Putin per (non) rispondere sulla sorte del dissidente
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12 Dicembre 2023 - 15.37


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Si è scomodato il potente e fedelissimo portavoce di Putin per (non) rispondere agli interrogativi dell’opinione pubblica internazionale, preoccupata delle sorti di Alexei Navalny, l’oppositore di Putin rinchiuso in un buco di carcere e del quale non si hanno notizie da una settimana.

Peskov, ha dichiarato: “non abbiamo né l’intenzione né la capacità di monitorare il destino dei prigionieri e il processo della loro permanenza nelle istituzioni competenti”.

Sull’intenzione, si comprende, sulla capacità di monitorare lo stato delle cose all’interno delle carceri russe, la risposta se non fosse drammaticamente provocatoria, potrebbe far ridere.

Peskov ha definito “inaccettabile” l’interferenza degli Stati Uniti nella vicenda Navalny. “Qui stiamo parlando di un prigioniero che, secondo la legge, è stato giudicato colpevole e sta scontando la sua pena, e qui consideriamo qualsiasi interferenza da parte di chiunque, compresi gli Stati Uniti d’America, inaccettabile e impossibile”, ha detto Peskov citato da Interfax.

L’unica cosa certa è che i collaboratori di Navalny non sanno dove si trovi il politico per il settimo giorno consecutivo. Non ha presieduto alle udienze in videoconferenza, si sa soltanto di un misterioso e mai chiarito malessere dell’oppositore di Putin. Il 7 dicembre, non era collegato con il tribunale per l’udienza alla quale avrebbe dovuto partecipare, assenza malamente motivata con un non precisato “incidente elettrico” nella colonia.

All’avvocato di Navalny, che è rimasto tutto il giorno nella colonia, è stato vietato l’ingresso. Anche ieri Navalny non era collegato alla corte. Sempre ieri, la colonia penale n. 6 di Vladimir, dove Navalny sconta la pena, ha detto agli avvocati che Navalny non era più “registrato” presso di loro, rifiutandosi di specificare dove fosse stato trasferito.

L’addetta stampa di Navalny, Kira Yarmysh, ha detto che la scorsa settimana il politico si è sentito male in cella: ha avuto le vertigini, e ha dovuto sdraiarsi sul pavimento. Il personale della colonia si è limitato a mettere una flebo a Navalny.

Alexei Navalny è stato arrestato nel gennaio 2021 quando è tornato in Russia dopo essere stato curato per avvelenamento da Novichok in Germania. Nel marzo 2022 è stato condannato a nove anni di carcere con l’accusa di frode e oltraggio alla corte. Già mentre scontava la pena, il tribunale ha preso in considerazione un’altra accusa contro Navalny e nell’agosto di quest’anno lo ha condannato a 19 anni di carcere da scontare in una colonia a regime speciale con l’accusa di “estremismo”. Nella colonia, Navalny è già stato mandato in una cella di punizione più di 20 volte. In totale, ha trascorso più di 250 giorni nella cella di punizione. Se si pensa che a Mosca lo vogliono morto non si è lontani dal vero.

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