Mirjana Spoljaric, presidente del Comitato Internazionale della Croce Rossa (ICRC), ha sconfessato con fermezza il piano israeliano di evacuazione di massa di Gaza City, definendolo “impossibile” da attuare in modo sicuro e dignitoso nelle condizioni attuali”.
Spoljaric ha sottolineato che una tale evacuazione scatenerebbe uno spostamento massiccio di popolazione che nessuna area della Striscia di Gaza è in grado di assorbire, dati i livelli estremi di distruzione delle infrastrutture civili, la carenza di cibo, acqua, ripari e assistenza medica.
Molti civili non potrebbero lasciare le proprie case: sono affetti da malattia, feriti, famelici o disabili.
Nonostante l’obbligo previsto dal diritto internazionale umanitario — che impone a chi emana ordini di evacuazione di garantire condizioni adeguate di protezione, salute, igiene, nutrimento, e il diritto al ritorno — le attuali circostanze rendono tali garanzie inattuabili. Spoljaric ha definito il piano non solo irrealizzabile, ma addirittura “incomprensibile”.
Il contesto è quello di una Gaza City dichiarata “zona di combattimento pericolosa” dall’esercito israeliano, in vista della campagna per la conquista della città più popolosa dell’enclave, dopo quasi due anni di conflitto .
L’offensiva militare è accompagnata dall’imminente riduzione o sospensione dell’aiuto umanitario al nord di Gaza, con evidenti criticità nella gestione degli sfollati e dell’intero sistema di assistenza.
A tutto questo si aggiunge un quadro sempre più disperato: secondo le stime ufficiali, i morti a Gaza, perlopiù civili, hanno ormai superato i 63.000, molti dei quali per fame e complicanze legate alla malnutrizione.