Almeno 63 palestinesi sono stati uccisi dall’alba di oggi nei raid israeliani in diverse zone della Striscia di Gaza, tra cui 35 a Gaza City e 14 persone massacrate mentre attendevano aiuti umanitari. Lo riferisce Al Jazeera citando fonti ospedaliere locali.
Secondo la stessa emittente panaraba, bombardamenti incessanti stanno devastando il quartiere Zeitoun di Gaza City. Le artiglierie israeliane non hanno smesso di colpire fin dalle prime ore del mattino. In un attacco aereo contro un panificio nel quartiere Nassr, a ovest della città, 11 persone sono state uccise sul colpo.
L’intera Striscia è sotto fuoco: Al Jazeera parla di almeno 44 vittime nelle ultime ore. Nella parte centrale, nel campo profughi di Nuseirat, un missile ha distrutto un’abitazione causando la morte di cinque civili, tra cui due bambini. Almeno 15 persone sarebbero rimaste intrappolate sotto le macerie.
Fonti locali confermano alla BBC e all’Associated Press che l’assedio militare israeliano si accompagna a un blocco degli aiuti, già denunciato dalle Nazioni Unite come “sistematico e deliberato”. Proprio ieri l’ONU ha ribadito che la popolazione di Gaza è ridotta alla fame per l’ostruzione dei convogli umanitari da parte dell’esercito israeliano.
Il quadro è quello di un massacro quotidiano. Ansa riporta che la Farnesina, come altre capitali europee, ha espresso “grave preoccupazione” e invocato il cessate il fuoco, senza ottenere risposte dal governo Netanyahu, che anzi ha ordinato di proseguire l’assalto su Gaza City.
Le immagini che arrivano dall’enclave – ospedali al collasso, bambini estratti dalle macerie, madri disperate con in braccio i corpi senza vita dei figli – raccontano molto più delle fredde cifre. Eppure le cifre, come ricorda il Guardian, parlano di oltre 63.000 morti dall’inizio dell’offensiva israeliana, in larghissima parte civili.
Ogni giorno diventa più evidente: quello che Netanyahu chiama “sicurezza” è in realtà una guerra totale contro una popolazione indifesa, che le Nazioni Unite hanno già definito a rischio genocidio. Oggi, a Gaza, la verità è scritta nei numeri delle vittime e nelle rovine delle case: massacri sistematici, crimini che ricadono sulla coscienza di un governo israeliano che non arretra, protetto dall’impunità garantita da Washington.