Perché Trump è complice di Netanyahu e nemico della Palestina e dei palestinesi
Top

Perché Trump è complice di Netanyahu e nemico della Palestina e dei palestinesi

Nel momento in cui Benjamin Netanyahu porta avanti una devastante offensiva militare su Gaza, con decine di migliaia di civili palestinesi uccisi,il presidente americano sceglie di colpire non chi bombarda ma chi muore.

Perché Trump è complice di Netanyahu e nemico della Palestina e dei palestinesi
Preroll

globalist Modifica articolo

30 Agosto 2025 - 12.13


ATF

Ancora una volta Donald Trump riscrive la verità a proprio uso e consumo, ribaltando vittime e carnefici. Nel momento in cui Benjamin Netanyahu porta avanti una devastante offensiva militare su Gaza, con decine di migliaia di civili palestinesi uccisi,il presidente americano sceglie di colpire non chi bombarda, ma chi dovrebbe rappresentare l’unico interlocutore politico credibile per una pace possibile: l’OLP e l’Autorità Palestinese.

Con la decisione di negare i visti a Mahmoud Abbas e ad altri funzionari palestinesi, Trump non solo viola lo spirito dell’accordo che obbliga gli Stati Uniti a garantire l’accesso all’ONU, ma si schiera apertamente a protezione dei crimini di guerra israeliani. È un atto di propaganda che serve più a blindare l’alleanza con la destra israeliana che a favorire la pace.

La retorica è la solita: accostare l’Autorità Palestinese ad Hamas, criminalizzarla, ridicolizzarne le denunce alla Corte penale internazionale come “lawfare”. Come se pretendere giustizia internazionale fosse una minaccia, e non un diritto. Come se la resistenza legale e diplomatica valesse quanto il terrorismo.

Leggi anche:  Venezia tra cinema, glamour e proteste per il massacro di Gaza

Eppure la differenza è lampante. L’OLP non è Hamas. È stata riconosciuta da decenni come unico rappresentante del popolo palestinese. L’ANP, con tutti i suoi limiti, resta l’unica istituzione che potrebbe amministrare Gaza e aprire la strada a uno Stato palestinese, se mai Israele e i suoi sponsor occidentali lo permettessero.

Ma il messaggio che arriva da Washington è chiaro: non importa la legittimità, non importa la diplomazia, non importa la pace. Chi denuncia le violazioni israeliane è nemico. Chi massacra civili può contare sull’immunità garantita dal potere americano.

Trump rovescia la realtà, e nel farlo rende ancora più lontana la prospettiva di una soluzione giusta. Perché proteggere Netanyahu mentre si accusa l’OLP equivale a dire che la pace non è l’obiettivo, ma che l’unica cosa che conta è perpetuare un’occupazione che da troppo tempo insanguina il Medio Oriente.

Native

Articoli correlati