Il Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR) ha accompagnato membri di Hamas all’interno di alcune zone di Gaza ancora sotto il controllo dell’esercito israeliano per agevolare la ricerca dei corpi degli ostaggi israeliani, ha dichiarato un funzionario del CICR al Guardian.
In base al cessate il fuoco mediato dagli Stati Uniti, entrato in vigore il 10 ottobre, Hamas è tenuto a restituire quanto prima i resti di tutti gli ostaggi israeliani. In cambio, Israele ha accettato di consegnare 15 corpi di palestinesi per ogni israeliano restituito.
Finora Hamas ha riconsegnato i resti di 15 ostaggi, ma da cinque giorni non ne ha restituiti altri: si ritiene che molti corpi si trovino oltre la cosiddetta “linea gialla”, che delimita il cessate il fuoco a Gaza.
«Su richiesta delle parti, il CICR ha accompagnato ieri una delle parti in conflitto mentre cercava i resti dei defunti oltre la linea gialla stabilita dalle Forze di Difesa israeliane», ha dichiarato Sarah Davies, portavoce del Comitato.
«Le modalità dell’operazione sono state definite dalle parti coinvolte, che hanno incaricato la Croce Rossa di agire come intermediario neutrale. Il CICR non ha preso parte alle trattative e non è coinvolto nel recupero fisico dei corpi».
Un funzionario della Croce Rossa ha confermato al Guardian che la parte citata nella dichiarazione era Hamas.
Il diritto internazionale umanitario stabilisce che spetta alle parti in conflitto cercare, raccogliere e restituire le spoglie delle vittime.
Sabato, il presidente statunitense Donald Trump ha imposto a Hamas un ultimatum di 48 ore: «Hamas deve iniziare subito a restituire i corpi degli ostaggi uccisi, compresi due cittadini americani, oppure gli altri Paesi coinvolti in questo grande processo di pace agiranno di conseguenza», ha scritto sulla sua piattaforma social.
Avvicinandosi la scadenza dell’ultimatum, Hamas – accompagnato dal CICR – si è unito a squadre egiziane autorizzate da Israele a cercare i resti oltre la linea che segna il ripiegamento delle forze israeliane all’interno di Gaza. Un portavoce israeliano ha precisato che le squadre egiziane avrebbero utilizzato escavatori e camion per facilitare le ricerche.
Un funzionario israeliano, rimasto anonimo, ha confermato alla stampa locale che rappresentanti di Hamas sono stati autorizzati a entrare in aree sotto controllo israeliano, insieme a operatori egiziani e alla Croce Rossa, per cercare i corpi degli ostaggi. «Per questo scopo – ha dichiarato – i membri di Hamas sono stati temporaneamente autorizzati a oltrepassare la linea gialla».
Immagini diffuse dall’emittente qatariota Al-Araby mostrano presunti membri dell’unità “Ombra” di Hamas – responsabile della custodia degli ostaggi – accanto a un veicolo della Croce Rossa nella zona di al-Mawasi, nei pressi di Rafah, area fuori dal controllo militare israeliano.
Contattato dal Guardian per un commento sulla presenza di rappresentanti di Hamas in zone sotto controllo israeliano, l’esercito israeliano (IDF) non ha fornito risposta immediata.
La ricerca dei corpi degli ostaggi israeliani è diventata uno dei punti più delicati del cessate il fuoco tra le due parti. L’operazione è resa estremamente difficile dalla quantità di macerie – circa 60 milioni di tonnellate – che ricopre la Striscia, dove, secondo il ministero della Sanità di Gaza, almeno 10.000 palestinesi risultano dispersi, probabilmente sepolti sotto le rovine.
Hamas sostiene di non conoscere l’esatta posizione di tutti i corpi, avendo perso i contatti con alcune sue unità che custodivano gli ostaggi e sarebbero state eliminate dai bombardamenti israeliani. Tuttavia, un portavoce del governo israeliano ha affermato che Hamas è a conoscenza del luogo in cui si trovano i corpi: «Se Hamas si impegnasse davvero, riuscirebbe a recuperare i resti dei nostri ostaggi», ha dichiarato.
Trump ha ammesso che alcuni corpi sono difficili da raggiungere, ma ha aggiunto che «altri possono essere restituiti subito e, per qualche motivo, non lo sono ancora». Secondo il presidente statunitense, il ritardo potrebbe essere legato al processo di disarmo di Hamas.
Washington ha dichiarato di aver ricevuto garanzie da Hamas sul suo disarmo, ma senza alcuna scadenza precisa. Il movimento islamista, dal canto suo, resta riluttante a consegnare le armi senza assicurazioni concrete sul futuro dei propri combattenti.