Jenin, 295 giorni di assedio: Israele distrugge un terzo del campo profughi con oltre 22 mila sfollati
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Jenin, 295 giorni di assedio: Israele distrugge un terzo del campo profughi con oltre 22 mila sfollati

L’aggressione dell’esercito israeliano contro la città di Jenin e il suo campo profughi continua ormai da 295 giorni consecutivi. È una delle operazioni militari più lunghe e devastanti mai registrate in Cisgiordania

Jenin, 295 giorni di assedio: Israele distrugge un terzo del campo profughi con oltre 22 mila sfollati
Militari israeliani
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11 Novembre 2025 - 15.31


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L’aggressione dell’esercito israeliano contro la città di Jenin e il suo campo profughi continua ormai da 295 giorni consecutivi. È una delle operazioni militari più lunghe e devastanti mai registrate in Cisgiordania, con conseguenze umanitarie drammatiche per migliaia di civili.

Fonti locali riferiscono che, anche questa mattina, le forze di occupazione israeliane hanno fatto irruzione lungo via Nablus, nel cuore di Jenin, bloccando il traffico e impedendo ai veicoli di circolare. I militari hanno fermato gli automobilisti, controllato i documenti e sottoposto alcuni di loro a interrogatori sul posto.

Le truppe israeliane hanno inoltre preso d’assalto la cittadina di Ya‘bad, a ovest di Jenin, dove hanno perquisito e devastato un’abitazione. Le incursioni e i rastrellamenti continuano senza sosta, estendendosi anche ai villaggi del governatorato.

Secondo dati raccolti da fonti palestinesi e rilanciati dall’agenzia WAFA, in quasi dieci mesi di operazioni 22.000 residenti del campo profughi di Jenin sono stati costretti a lasciare le loro case. Oltre 600 abitazioni sono state completamente distrutte, e circa il 33% del campo risulta ormai raso al suolo. L’esercito israeliano avrebbe anche costruito nuove strade militari all’interno dell’area, modificando radicalmente la struttura del campo.

Leggi anche:  Israele ordina la demolizione di 23 edifici nel campo profughi di Jenin

Il bilancio umano è pesantissimo: 56 palestinesi uccisi e più di 200 feriti dall’inizio dell’offensiva. Le operazioni militari quotidiane, con arresti, perquisizioni e interrogatori, hanno trasformato la vita dei residenti in un incubo permanente.

Nonostante gli appelli internazionali, Jenin resta una zona d’ombra della crisi mediorientale, dove l’occupazione militare continua a colpire una popolazione già provata da anni di isolamento e violenza. Le macerie del campo profughi raccontano oggi non solo la distruzione materiale, ma anche quella di una comunità intera, che sopravvive tra la paura e la resistenza quotidiana.


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